Lombardia, la maggioranza dei ginecologi è obiettore di coscienza

Redazione DottNet | 03/09/2013 17:56

Il 67,8% dei ginecologi presenti nel 2012 nei presidi ospedalieri della Lombardia si è dichiarato obiettore di coscienza. Lo sarebbero anche il 49,8% degli anestesisti e il 38,9% del personale infermieristico e ostetrico. Questi i dati forniti dalle aziende ospedaliere lombarde, in tutto 63 quelle che hanno un reparto di ginecologia e ostetricia, alla vicepresidente del Consiglio regionale Sara Valmaggi (PD).

"La legge 194 in Lombardia è disattesa", ha detto Valmaggi riferendosi alla normativa (che permette alle donne di interrompere volontariamente la gravidanza nei primi 90 giorni di gestazione. Nella nota distribuita durante la presentazione di questi dati, si legge che 11 presidi ospedalieri vedono una presenza di obiettori di coscienza del 100%, in altre 12 il numero dei ginecologi obiettori varia tra l’80 e il 90% e 6 ospedali hanno meno del 45% di medici obiettori. Nel testo si afferma inoltre che, per l’alto numero di medici obiettori, ogni anno in Lombardia si spenderebbero oltre 305mila euro per chiamare medici contrattisti che pratichino le interruzioni di gravidanza. ''Chiediamo che si mettano in atto alcune modifiche organizzative'', ha detto Valmaggi, ''per garantire una compiuta applicazione della legge, il diritto alla libera scelta delle donne e per assicurare una più equa distribuzione delle mansioni tra medici''. La proposta sarebbe di ''creare bandi su progetto per l’assegnazione di ore di attività medica finalizzata alle interruzioni volontarie di gravidanza e prevedere forme di mobilità del personale per riequilibrare nelle diverse strutture il numero di obiettori e non''.

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Fonte: consiglio regionale

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