Progetto angeli custodi del cuore, per una terapia mirata

Redazione DottNet | 31/07/2008 16:48

Alla ricerca degli angeli custodi del cuore perchè in futuro ogni persona possa avere trattamenti su misura a seconda del profilo di ognuno. E' molto ambizioso il progetto della neonata Fondazione 'Per il tuo cuore' presentata a Roma.

Ma la passione e la competenza dei 5000 cardiologi ospedalieri italiani e la presidenza di uno dei più prestigiosi professionisti del mondo, Attilio Maseri. Per questo progetto Maseri, che è stato cardiologo della regina Elisabetta quando lavorava a Londra e poi di Giovanni Paolo II quando dirigeva a Roma il dipartimento di scienze cardiovascolari del Policlinico Gemelli, ora si dedica interamente ad una ricerca che definisce di nicchia e inesplorata. Ed è pronto a lasciare gli incarichi che oggi ricopre all'istituto S. Raffaele di Milano. ''Attualmente - spiega Maseri - la ricerca cardiovascolare mira ad identificare le forme di terapia che in media risultano statisticamente efficaci su grandi numero di pazienti, perchè l'effetto non è abbastanza rilevabile su numeri piccoli. Tuttavia molti malati si discostano notevolmente dalla risposta media; alcuni vanno incontro a guai nonostante le terapie, altri rimangono in buona salute anche se ritenuti ad alto rischio. Lo studio dei casi clinici estremi - spiega Maseri - cioè quelli che deviano dalla norma, dirà quali sono gli angeli custodi di ognuno che tengono protetti dalle malattie di cuore e in particolare dall'infarto''. 'Si parla molto di biodiversità delle piante, degli animali e dell'habitat - ha detto Maseri presentando l'iniziativa con l'olimpionico Domenico Fioravanti, il presidente dell'Ansa Boris Biancheri, il dottor Roberto Pirelli dell'Anmco - e dobbiamo cominciare ad applicare questo progetto anche al malato. Nessuno - ha detto - si accontenterebbe di un paio di scarpe di misura media, ma ne vorrebbe un paio che si adattasse alla sua calzata. Ogni malato ha diritto ad una terapia personalizzata che tenga conto della sua biodiversità, cioè della sua risposta a malattie e terapie, alla sua vulnerabilità ma anche ai suoi angeli custodi e le sue componenti protettive verso rischi ambientali''. Le ricerche della Fondazione vogliono puntare il microscopio su aree ancora non scrutate: come quei malati di aritmia e portatori di defibrillatori che hanno un'attivazione ripetuta dell'apparecchio salvavita in 5 anni; e confrontarli con altri che pure hanno la stessa malattia e lo stesso apparecchio ma in 5 anni non hanno avuto nessuna attivazione dell'apparecchio. ''Perchè accade tutto ciò'', si chiede Maseri? E ancora ci sono persone che hanno avuto un piccolo infarto e dopo la cura hanno sviluppato una ipertrofia del cuore e poi un trapianto di cuore; per contro c'è chi ha avuto un grande infarto ma dopo anni sta bene. ''Ma che santi protettori aveva?''. Storie cliniche, cartelle, tac, campioni biologici, analisi molecolari, saranno selezionate dai cardiologi della Fondazione con questi nuovi criteri. ''Per ora sono ricerche che possono essere considerate di nicchia - ha precisato Maseri - ma esiste la possibilità che le eventuali scoperte possano aprire un filone inaspettato per mettere a punto nuovi farmaci della misura giusta . Proprio come le scarpe che devono calzare bene per ognuno''.