3 molecole 'Diablo' disarmano cancro

Tania Vuoso | 12/11/2008 14:06

Tre molecole sintetiche per abbattere le difese delle cellule tumorali e bloccarne la riproduzione, ristabilendo la capacità dell'organismo di distruggerle facendole suicidare. Sono state progettate e sintetizzate da ricercatori Infm-Cnr e di altri istituti del Cnr e universitari e sono ora, con il sostegno di gruppi farmaceutici, testate per tradurle in nuovi farmaci anticancro. L'equipe ha creato le tre molecole partendo da una proteina in grado di disarmare le cellule tumorali, detta Diablo. In vitro hanno già dimostrato la loro efficacia su diverse linee di cellule tumorali, scatenando il processo autodistruttivo dell'apoptosi. Lo studio è pubblicato online sul Journal of Molecular Biology.

L'apoptosi, una vera e propria morte cui la cellula si condanna quando la sua condizione è troppo danneggiata o compromessa, può spesso fallire. In molti tipi di tumore, come quello della prostata, della cervice, del colon-retto e del polmone, l'apoptosi viene inibita da una massiccia produzione di Xiap (X-linked Inhibitor of Apoptosis), una proteina che di norma protegge dal suicidio le cellule sane, ma la cui esagerata presenza impedisce invece la distruzione di quelle tumorali. Bloccare questa sostanza è stato dunque l'obiettivo degli scienziati. L'equipe è partita da una proteina esistente in natura (Smac-Diablo), che agisce come inibitore di Xiap attraverso un particolare tetrapeptide. Obiettivo del lavoro era ingegnerizzare varianti sintetiche di Smac-Diablo più efficaci e rapide nel bloccare la protezione che la Xiap fornisce alle cellule tumorali.
"Sfruttando la radiazione di sincrotrone, che consente di analizzare la struttura tridimensionale delle proteine e di vederle in azione, è stato possibile comprendere i modi in cui la Xiap e la molecola farmaco si legano, esaminando in dettaglio tutte le loro interazioni, atomo per atomo", spiega Martino Bolognesi, responsabile della componente biofisica della ricerca. "Grazie a questa tecnica, si possono valutare le particolarità e i potenziali difetti delle varie molecole, e sintetizzarne di nuove che agiscono sempre meglio sul bersaglio, garantendo maggiore efficacia e selettività nella loro azione terapeutica".
 

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