Aggressioni, pronto soccorso e Mmg in cima alla classifica

Redazione DottNet | 04/09/2013 19:18

Non solo gli psichiatri, ma anche medici dei pronto soccorso, medici di famiglia e, soprattutto, le guardie mediche. Il fenomeno delle aggressioni ai camici bianchi - l'ultimo episodio si è registrato ieri con la morte di una psichiatra a Bari aggredita da un paziente - è segnalato in aumento, ed in testa alla classifica delle categorie sanitarie più a rischio figurano appunto le guardie mediche.

 Lo conferma un'indagine del Sindacato Medici italiani (Smi): circa 9 medici su 10, denuncia il sindacato, hanno subito aggressioni e violenze nelle sedi di continuità assistenziale, ovvero le ex guardie mediche.  Tra i medici di questa categoria che hanno subito aggressioni di qualche tipo, il 45% è donna. Sulla base dell'indagine, il 60% subisce minacce verbali, il 20% percosse, il 10% atti di vandalismo e il 10% violenza a mano armata. Se, inoltre, il 78% ritiene inadeguato il trattamento economico alle proprie prestazioni lavorative, solo il 10% ritiene soddisfacente la situazione in materia di sicurezza sul lavoro, il 22% ritiene di lavorare in strutture fatiscenti e malgestite, e il 14% di fare un lavoro a rischio. Nel 90% dei casi, secondo i dati raccolti, le aggressioni avvengono nelle postazioni di lavoro, prive di strumenti di sicurezza. Su 2.500 guardie mediche interpellate, 9 su 10 hanno subito almeno un'aggressione durante la loro attività, e otto su dieci più di una. In Italia, sono 13mila circa i medici di continuità assistenziale, organizzati in 2.651 presidi. Ma aggressioni ed episodi di violenza sono in aumento anche nei Pronto soccorso e tra i medici del 118 che fanno servizio nelle ambulanze. Oggi, afferma il presidente della Società italiana di medicina di emergenza e urgenza (Simeu), Giorgio Carbone, ''nei Pronto soccorso assistiamo a continui episodi di violenza, da parte dei malati ma pure dei familiari. Questo perche' sta aumentando la conflittualità generale in questo momento di forte crisi. Una situazione analoga - aggiunge - si registra pure per i medici del 118''.  Ad essere oggetto di violenza sono poi, in percentuale preoccupante, le donne medico in generale: ne rimangono vittime il 4%, secondo il rapporto 'Lavoro e famiglia, stalking e violenza' del 2011 presentato dall'Ordine dei medici di Roma. Il 4% rappresenta una percentuale quasi doppia rispetto a quella delle donne italiane in generale, che e' del 2,1%, secondo dati Istat.  Proprio per fare fronte al fenomeno, sempre nel 2011 è nato l'Osservatorio sulle aggressioni ai medici, un'iniziativa promossa dall'Ordine dei medici di Roma, con la partecipazione di un rappresentante della Questura di Roma ed una rappresentanza del ministero della Salute.

Il commento degli psichiatri: Mandati in ''prima linea'', ma senza ''adeguate protezioni e sicurezza''. Gli psichiatri, secondo il presidente della Società italiana di psichiatria (Spi), Claudio Mencacci, sono come ''soldati in trincea'' e l'ultima dimostrazione, afferma, e' l'assassinio della psichiatra di Bari Paola Labriola per mano di un paziente. ''Gli episodi di violenza nel nostro settore sono in aumento.  La morte della collega - sottolinea Mencacci - come altre negli ultimi anni, sono 'morti sul lavoro' che confermano l'alta esposizione della categoria ''. Ma sulla Psichiatria italiana gravano altre criticità irrisolte: ''Da tempo - afferma il presidente Spi - denunciamo una grave carenza di risorse e di personale nei servizi sul territorio, oltre ad una progressiva riduzione dei sistemi di sicurezza negli ambienti di lavoro''. Una situazione difficile aggravata pure da un altro elemento, sul quale Mencacci richiama l'attenzione di istituzioni e ministero: ''Soprattutto in questo periodo di crisi sociale - spiega - la psichiatria, e dunque i nostri reparti ospedalieri o ambulatori sul territorio, sono diventati sempre di più 'collettori' di un numero crescente di soggetti violenti e con disturbi comportamentali di vario genere, dalla droga all'alcol, ma che non sono affetti da vere e proprie patologie psichiatriche. La Psichiatria sta cioè diventando una sorta di 'imbuto' nel quale va a confluire il malessere sociale dilagante. Tutto ciò - avverte - ha portato ad una escalation di episodi violenti negli ultimi anni ''. Il punto, denuncia Mencacci, e' che ''in qualità di psichiatri, siamo sempre più spesso chiamati a 'pacificare' situazioni di violenza non legate a malattie mentali, ma in questo siamo però lasciati soli e senza disporre di strumenti adeguati''. Per questo, conclude l'esperto, ''chiediamo maggiori risorse, insieme alla messa a punto di un Piano per la sicurezza, a partire da sistemi di allarme e monitoraggio nei reparti maggiormente sensibili''. Secondo le stime degli esperti, in un anno sono circa 3,5 milioni, in Italia, gli adulti che manifestano sintomi di un disturbo mentale, mentre 8,5 milioni di adulti hanno sofferto di qualche disturbo mentale nel corso della propria vita. Di questi, 2,5 milioni hanno presentato un disturbo d'ansia, 1,5 mln un disturbo affettivo e 50.000 un disturbo da abuso di sostanze alcoliche. Le persone a più alto rischio di sviluppare disturbi psichici sono le donne. Inoltre, se 1 persona adulta su 4 soffre di disturbi psicologi nel corso della vita, in Italia solo il 3% di queste si rivolge ai servizi sanitari per la salute mentale.

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Fonte: smi, Simeu, Spi

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