Fare il medico in Gran Bretagna: istruzioni per trasferirsi

Professione | Redazione DottNet | 09/09/2013 15:28

Sono molti i medici a cui interessa lavorare nel Regno Unito, a giudicare dalle tante domande arrivate in redazione dopo la pubblicazione (Medical di venerdì scorso) sulle richieste che provengono da Oltremanica. Il Servizio Sanitario Britannico (NHS) fornisce assistenza sanitaria completa a coloro che vogliono lavorare come medici in Inghilterra, il tutto a carico del Governo Britannico.

Pochi forse sanno che l'Inghilterra sta effettuando il più grande cambiamento dei propri servizi sanitari dal 1948 ad oggi.  Il Governo nel suo Piano per l'NHS annunciava – nel 2000 - un massiccio incremento dei finanziamenti a favore della sanità pubblica, con l'intenzione di ridurre i tempi di attesa per le cure, migliorare i servizi ed offrire ai pazienti una maggiore scelta su dove e come venire curati. Per farlo occorrevano però altri 9500 medici entro marzo 2004.  Nonostante il numero di studenti che frequenta la Scuola Medica sia aumentato, ci vorranno tuttavia diversi anni prima che questi si specializzino e diventino medici di famiglia. Nel frattempo, non ci sono medici sufficienti nei corsi di specializzazione per soddisfare gli obiettivi.  Quindi l'NHS deve attingere a personale medico dall'estero, che presti la sua opera specialistica o generica nel Regno Unito come medici ospedalieri specialisti (Consultants) e come i medici di famiglia (General Practitioners - GP). Le maggioro richieste riguardano Medicina Generale, Psichiatria, Istopatologia, Radiologia Clinica, Anestesia, Chirurgia Ortopedica, Oftalmologia e Medicina Interna Generale. Ed ecco le condizioni contrattuali: Retribuzioni e condizioni nazionali, vale a dire stesse retribuzioni e condizioni in ogni parte dell'Inghilterra, 6 settimane all'anno di ferie, più le festività pubbliche e fino a 40 giorni di congedo per studio ogni 3 anni.  Per i "Consultant", le retribuzioni vanno da un minimo di €80.000 ad un massimo di €105.000 in un quinquennio. Per i "General Practitioner", la retribuzione media nel 2001 è stata di €99.000. Inoltre c’è un sistema pensionistico molto vantaggioso, si può esercitare privatamente senza perdere la propria retribuzione dell'NHS, i contratti di lavoro permanenti, ma si possono negoziare contratti a tempo determinato.  Nel Regno Unito il medico, dopo aver ultimato la propria specializzazione ospedaliera, in genere si fa richiesta per diventare un "consultat" ospedaliero e, dato che esiste soltanto un livello di "consultant", esercita il proprio lavoro in modo autonomo. Il "consultant" lavora con un'équipe formata da medici tirocinanti, personale infermieristico e terapisti (ad es., fisioterapisti, ecc.) ed è a capo dell'"équipe".  L'impostazione terapeutica e della pratica clinica avviene previo accordo all'interno dell'équipe.  Per quanto riguarda il medico di famiglia, sono molte le analogie fra il Regno Unito e l'Italia. I medici, quando hanno la qualifica di "General Practitioner", richiedono di essere assegnati ad uno studio medico generico dove operano assieme ad altri GP, a personale infermieristico di comunità, ad infermieri specializzati e terapisti per offrire assistenza sanitaria globale ad una comunità locale.  Numerosi studi medici di questo tipo si riuniscono per formare un "Primary Care Trust" (PCT) (Unità Sanitaria di Base).  Il PCT gestisce l'offerta di servizi di medicina familiare in una particolare comunità ed autorizza assistenza secondaria presso l'ospedale locale. Da notare che i GP in Inghilterra sono lavoratori autonomi oppure sono retribuiti dal PCT, loro datore di lavoro.  Di norma i GP autonomi hanno un contratto per fornire una serie di servizi con il PCT. Tutti i medici assunti per lavorare in Inghilterra potranno godere dei benefici del programma di avviamento al lavoro, che prevede un corso per introdurre i nuovi medici alla vita della famiglia e all'esercizio medico nel Regno Unito, nonché alla specifica specializzazione del medico interessato.  Il candidato ideale, interessato a lavorare nel regno Unito, dovrebbe conoscere la lingua Inglese a livello "intermediate". Il programma di supporto per i medici offre loro un trimestre di avviamento al lavoro, guida e sostegno per aiutare il medico interessato a prendere confidenza con l'esercizio medico e la vita nel Regno Unito.  Se nel corso di questo periodo si evidenziano diversità nella pratica clinica italiana ed inglese che rendono difficile per il medico ad esercitare in un campo medico particolare, allora si interverrà fornendo l'ulteriore formazione necessaria. I medici potranno usufruire anche del programma NHS di trasferimento a favore dei medici che si spostano a lavorare nel Regno Unito. Tale programma si occupa della ricerca di un'abitazione, degli effetti personali in arrivo in Inghilterra e, se necessario, aiuta ad individuare la disponibilità di posti nelle scuole per i figli.  I medici ed i relativi familiari potranno continuare a godere del programma anche nei 12 mesi successivi al loro arrivo nel Regno Unito. Il progetto dell'NHS (Servizio Sanitario Britannico) viene realizzato in Italia dall'Ambasciata Britannica a Roma, d'intesa con il Ministero della Salute, il Ministero del Lavoro e la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Italiani, che aderiscono e promuovono l'iniziativa anche attraverso la rete EURES in Italia e nel Regno Unito.  Per i medici interessati a conoscere le possibilità di lavoro nel Regno Unito, ecco i siti da visitare: http://www.nhsemployers.org/RecruitmentAndRetention/InternationalRecruitment/Pages/Homepage.aspx e  https://ec.europa.eu/eures/home.jsp?lang=it

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Fonte: eures, nhs

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