Dopo il successo dei social per medici adesso tocca ai pazienti

Redazione DottNet | 11/09/2013 15:13

Non hanno ancora i numeri dei più 'famosi' Facebook o Twitter, ma i social network dedicati alle malattie, che permettono ai pazienti di scambiare le proprie esperienze stanno avendo grande successo sia come numero di utenti che dal punto di vista delle malattie trattate. In Italia, per esempio, leader nel suo settore è pazienticomeme.it, che sta raccogliendo lusinghieri risultati sia come numero di accessi che come commenti lasciati dagli utenti.

Secondo un articolo sulla rivista del Mit Technology Review il futuro appartiene dunque ai social destinati ai pazienti, un fenomeno che affianca i social per medici, come Dottnet.it, che ha un’indiscussa leadership in Italia. Negli Stati uniti, invece, uno degli esempi più riusciti è Crohnology.com, social per i pazienti con il morbo di Crohn e altre malattie infiammatorie dell'intestino, che in meno di due anni ha raggiunto oltre 4mila utenti da 66 paesi, ognuno dei quali descrive sintomi, dieta seguita e farmaci presi con relativi effetti collaterali in una timeline simile a quella di Facebook. ''Si spendono miliardi per testare farmaci - spiega il fondatore Sean Ahrens - ma un cambiamento nella dieta porterebbe benefici? I medici non lo sanno, spesso perchè nessuno ha studiato la questione''.  La più vecchia di queste community, Patientslikeme, risale al 2004 e ha più di 200mila utenti interessati a varie patologie tra cui la Sla, mentre la prima dedicata in maniera specifica al cancro, Smartpatients, in pochi mesi ha raggiunto 2mila persone connesse. Oltre allo scambio di informazioni questi siti possono migliorare i trattamenti. ''Quando i pazienti imparano gli uni dagli altri tendono a fare meno test diagnostici - sottolinea Bob Kocher, oncologo consulente dell'amministrazione Obama sulla sanità - e chiedono anche migliori trattamenti, che nella maggior parte dei casi risultano più economici''. In Italia leader è pazienticomeme.it, che sta raccogliendo lusinghieri risultati sia come numero di accessi che come commenti lasciati dagli utenti.

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Fonte: Technology Review

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