Farmacovigilanza, ospedalieri, farmacisti e Mmg i più attivi

Redazione DottNet | 11/09/2013 16:28

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La farmacovigilanza italiana si riconferma pure nel 2012 in linea con le perfomances dei paesi più avanzati. Lo rivela la Relazione annuale dell’Aifa sull’attività di sorveglianza post marketing che il ministero della Salute ha inviato nei giorni scorsi al Parlamento.

Per tasso di segnalazioni da sospetti eventi avversi (poco più di 29mila l’anno scorso, con una media di 479 per milione di abitanti e un aumento del 35% sul 2011) il nostro paese rimane al di sopra dei valori indicati dall’Oms come “gold standard” di un efficiente sistema di vigilanza (300 segnalazioni per milione di abitanti).  I dati, però, indicano che c’è ancora parecchio da lavorare: a livello territoriale, solo 8 Regioni su 21 superano il gold standard e due, Lombardia e Toscana, fanno da sole il 55% delle segnalazioni raccolte nel 2012. Invece, si distinguono per inefficienza il Molise (segnalazioni addirittura in calo del 78% rispetto al 2011) e Lazio (-40%). Stesso alternarsi di luci e ombre anche nella classifica per professioni. I medici ospedalieri si riconfermano la principale “sentinella” della farmacovigilanza nazionale con il 57% delle segnalazioni 2012; seguono a forte distanza i farmacisti con il 14%, i medici di famiglia con l’8% e gli specialisti con il 7%. Per la professione è un risultato confortante ma da ponderare: come spiega la Relazione, infatti, la maggior parte delle segnalazioni di Adr (Adverse drug reaction) proviene dai farmacisti ospedalieri, grazie anche alla formazione erogata dai «progetti di farmacovigilanza attiva che sono tuttora in corso». Ma certamente, pesa anche l’emarginazione dei farmacisti del territorio dai medicinali di più recente immissione, sui quali il rischio di effetti avversi è maggiore. 

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Fonte: aifa, federfarma