Celiachia, il ministero intervenga per regolamentare il settore

Redazione DottNet | 16/09/2013 19:18

Il ministero della Salute intervenga «con sollecitudine» affinché i celiaci possano spendere i buoni regionali per gli alimenti “gluten free” in tutti gli esercizi commerciali che li rivendono e promuova «una Carta nazionale dei servizi» con codice personale per agevolare gli acquisti e i controlli Asl a prescindere dal canale di vendita.

E’ quanto chiede la senatrice Paola De Pin (gruppo misto) nell’interrogazione rivolta ieri al ministero della Salute sulla nota querelle dei prezzi di vendita degli alimenti senza glutine. Come si sa, il tema è agli onori della cronaca da quando – ad agosto – una mamma di bimbo celiaco aveva lanciato una petizione on line per chiedere che i buoni mensili sui “gluten free” potessero essere spesi non solo in farmacia o nei negozi specializzati, ma anche al supermercato.  La notizia fu ripresa da diverse testate tra le quali Il Salvagente, noto settimanale per i consumatori, che in un articolo di qualche giorno fa aveva puntato il dito sulle differenze di prezzo tra farmacie e Gdo. E proprio in risposta a quel servizio la presidente nazionale di Federfarma, Annarosa Racca, ha scritto una lettera che il periodico ha pubblicato nel numero di oggi. «I firmatari di quella petizione» si legge nella missiva «dimenticano che la possibilità di spendere il buono nei canali diversi dalle farmacie esiste già da anni. Il problema organizzativo è in capo alle Regioni che peraltro si sono tutte organizzate per consentire l’utilizzo dei buoni» anche nella Gdo. Quanto poi ai prezzi, prosegue la presidente Racca, «non esistono grandi differenze tra farmacia e supermercato, fatte salve le operazioni commerciali che puntano su linee ristrette e marchi predefiniti». 

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Fonte: federfarma

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