Vendite, agosto stabile. Bene dietetici e integratori

Redazione DottNet | 16/09/2013 19:26

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Dopo un promettente mese di luglio, le vendite di agosto in farmacia risultano tutto sommato stabili. In ogni caso va registrato un modesto più 0,6% e un fatturato in calo dell’1,4%. L’etico è andato in positivo per l’1,7% con fatturato a meno 2,6% mentre il commerciale vede diminuire le vendite con un meno 0,8% con valori in lieve crescita (più 0,4%).

Per quanto riguarda le cause va subito detto che sull’etico influiscono i cali dei valori di vendita legatialle scadenze dei brevetti e, quindi, all'espansione del farmaco generico (che anche questo mese segna un +20,6% a valori ed un +17,6% a pezzi) che continua a far segnare dati da record. Aumentano le transazioni ma con valori invece in ribasso: la prima voce cresce dell'1,3% rispetto all'agosto 2012, ma il valore dei singoli scontriniè lievemente calato. In flessione le vendite sop  (-0,5% a valori e -2,2% a volumi)e Otc (-0,1% a valori e -2,9% a volumi)con segni positivi per il parafarmaco ((+0,5% a valori ed effettiva stabilità a volumi).I farmaci più richiesti restano per l’automedicazione Voltaren Emulgel 60gr 1% lascia sul campoil 30% a valori e a volumi mentre Enterogermina 10fl 2mld/5ml perdeil 12% a valori e il 15% a volumi. Tra i prodotti più venduti in ambito Otc si registrano invece segni negativi per Arvenum 500 (-9,8% a valori e -8,9% a volumi) e Transact Lat 10 cerotti (-8,4% a valori e -8% a volumi).Bene inoltre i dietetici (+2,5% a valore), la fitoterapia (+7,9% a valore), l'omeopatia (+2,7% a valore) e la veterinaria (+4% a valore). Ancora ottimi affari per gli integratori, che segnano un +4,1% a valori; nella fitoterapia i prodotti di Aboca vedono anche in agosto dei segni positivi (+9,5% a valori e +5,4% a volumi) e nell'omeopatia la prima azienda del comparto, Laboratoires Boiron, segna un +3,3% a valori per quanto associato a un -2,8% a volumi.

 

Bene anche i dati industriali: L'aumento del 18 per cento delle esportazioni di prodotti farmaceutici rappresenta senza dubbio il dato più incoraggiante del commercio estero. La crescita dell’export si accompagna ad un aumento globale del comparto, le cui imprese, nel primo semestre di quest’anno hanno registrato un aumento del fatturato, contro una media dell’industria che rimane pesantemente negativa: “Ma domanda interna e prezzi sono ancora in caduta. La parte finale di quest’anno rischia di essere meno dinamica, condizionata com’è dalle vendite in Italia”, sostiene Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria. Su un settore manifatturiero avanzato che dà lavoro a 123 mila persone, produce per 40 miliardi di euro e investe 3 miliardi in ricerca e sviluppo, pesa la situazione del bilancio pubblico e le scelte di tagli al settore sanitario. “Siamo in attesa di definire i budget per capire come sarà la situazione della domanda interna - dice ancora Scaccabarozzi -. Quella farmaceutica è l’unica spesa che si continua a tagliare nella sanità e che subisce un mercato governato da regole assurde: se Regioni (e adesso anche ospedali) sforano nella spesa di farmaci prevista, l’industria deve fornirli lo stesso e tocca alle aziende rimborsare il fatturato in più. Se va avanti così con un 70% di vendite estere e un mercato interno asfittico chi resterà a produrre in Italia?”. 

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Fonte: Phretail, farmindustria