Aifa, come cambia il mondo del farmaco

Farmaci | Redazione DottNet | 17/09/2013 15:53

Una lunga audizione, quella di Paolo Siviero, rappresentante dell’Agenzia italiana del farmaco,alla Camera in merito all’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del Ssn. Per il dirigente Aifa il settore farmaceutico “si trova in un momento di forte criticità a causa dell’introduzione di nuovi farmaci in tutti i sistemi sanitari. Problema comune a molti Paesi europei”.

“Sta cambiando – precisa Siviero – il modello di sviluppo dei farmaci. Si passa dal modello blockbuster, farmaco adatto a più terapie, a un modello di medicina e di terapia sempre più personalizzata che comporta nuove sfide relative alla sostenibilità del sistema sanitario. A questo va aggiunto un altro elemento: l’invecchiamento della popolazione che richiede un utilizzo maggiore di farmaci”. Diventa così giocoforza trovare le risorse per garantire il livello di assistenza idoneo: “negli ultimi 50 anni ci sono stati molti cambiamenti nel sistema di regolazione del settore farmaceutico nel suo complesso e nella modalità di definizione dei prezzi dei farmaci nello specifico – aggiunge Siviero -. Fino ad arrivare nel 2007, con le legge 222, che cerca di mettere insieme strumenti macro con strumenti microeconomici di regolazione del mercato che sono particolarmente rilevanti e che hanno permesso finora di garantire un rapporto positivo tra il spesa sanitaria, fabbisogno sanitario del paese e utilizzo dei farmaci”. In sostanza la legge ha introdotto il budget aziendale con una disponibilità annullale di spesa per le aziende farmaceutiche. Dal 2007 ad oggi “il fabbisogno sanitario e farmaceutico è stato ridotto in modo considerevole – incalza il rappresentante Aifa -. Siamo passati da un 16,4 di incidenza rispetto al fondo sanitario nazionale a un 14,85%”. La riduzione che è stata possibile grazie all’introduzione di farmaci generici che hanno fatto scendere il prezzo anche del 75% permettendo che la sostenibilità del sistema si potesse mantenere. Ma la situazione è destinata ad evolversi: “Questo perché – ha detto il rappresentante dell’Aifa – non ci aspettiamo più la genericazione di importanti prodotti e dovremo trovare altre vie per garantire il bilanciamento tra necessità sanitaria e disponibilità economica. Nel 2012 la spesa farmaceutica, pubblica e privata è stata di 25,5 miliardi. Di questo il 76% è stata rimborsata del SSn, con 430 euro procapite. Un consumo di 985 dosi ogni 1000 abitanti con un aumento rispetto all’anno precedente del 2,3%”. “Il 2013 è un anno di svolta perché si passa dai generici comuni ai farmaci biosimilari. Questi sono aspetti rilevanti da un punto di vista sanitario perché necessitano di un’azione di istruzione sia nei confronti dei medici che dei pazienti”. “In questo senso – ha spiegato Siviero – l’azione dell’Aifa è stata sin dall’anno scorso indirizzata a far si che con i biosimilari non si faccia come con i generici che sono stati scarsamente utilizzati per diffidenza. In questo senso l’Aifa ha attivato un dialogo con tutte la categoria di medici e pazienti per chiarire tutti gli aspetti sia scientifici che di sicurezza sull’utilizzo di questi farmaci”. Un cenno infine alla spesa farmaceutica ospedaliera che ha visto nel tempo la crescita del suo fondo passando “dal 2,4% del 2012 al 3,5% del 2013 che comunque non arriva a coprire quella che è l’effettiva necessità. Già adesso infatti, per il 2013 stiamo intorno al 4,5% rispetto al 3,5% che è la disponibilità finanziaria”.

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Fonte: aifa

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