Con il Recup la regione Lazio taglierà le liste di attese

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 19/09/2013 15:39

Il governatore Nicola Zingaretti non ha remore a chiamarla "guerra", ed è un’autentica rivoluzione quella che la sua amministrazione regionale vuole scatenare contro le "inumane" liste d'attesa per le prestazioni sanitarie. La data da appuntarsi è il 1 gennaio 2014: da quel giorno entrerà in azione nella Regione Lazio un Piano che punta a "una netta e drastica riduzione" dei tempi per una visita cardiologica, per una tac, o per un semplice elettrocardiogramma.

 Il paziente se ne accorgerà già dallo studio del medico di famiglia, che dovrà assegnare alla ricetta un codice di priorità: 'Urgente' darà diritto a un'attesa di non più di 72 ore; 'Breve' di 10, 'Differibile' di 30 o 60, oltre alla categoria delle 'Programmate'. Ma la rivoluzione più sostanziosa è forse un'altra: attualmente il Recup, cioè il sistema unico regionale di prenotazione delle visite (che sarà rimesso a bando dopo 11 anni di prorogatio), non contempla le strutture private accreditate, che gestiscono direttamente le loro agende. Da soli i privati coprono quasi la metà dei 27 milioni di prestazioni erogate ogni anno.   Dal 1 gennaio invece pubblici e privati dovranno mettere a disposizione, entrambi, il 60 per cento delle agende: esauriti i posti nel pubblico, si inizieranno a utilizzare i privati. Addio poi a tac e risonanze magnetiche, attrezzature che costano milioni, usate a mezzo servizio: Zingaretti le vuole accese 12 ore al giorno, dal lunedì al sabato, reperendo il personale che manca per farle funzionare grazie allo sblocco del turn over in discussione col governo. E non è tutto. C'è una norma secondo cui se una struttura non rispetta i tempi, può dire addio all'intramoenia: basta dunque con le visite disponibili gratis tra un anno ma a pagamento il giorno dopo. E quei direttori generali che non rispetteranno le tempistiche previste potranno essere sostituiti.  Le linee d'azione su cui si muove il presidente della Regione Lazio sono dunque molteplici: ''E' la prima volta che la Regione presenta un piano di questa complessità contro le liste d'attesa - ha rivendicato oggi Zingaretti - Negli ultimi anni la gestione dei tagli ha ridotto l'offerta dei servizi, è mancato il governo della gestione del piano di rientro: è un lavoro complesso ma possibile perché abbiamo le idee chiare''. I mesi di ottobre e di novembre saranno dedicati alla concertazione del Piano con medici, sindacati e strutture accreditate. A fine dicembre tutte le strutture sanitarie dovranno averlo recepito con i Piani attuativi aziendali. Dal primo gennaio si parte davvero con la 'rivoluzione'. 

Fonte: regione Lazio

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