Aumentano i casi di Alzheimer, futuro sempre più difficile

Redazione DottNet | 22/09/2013 09:56

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In tutto il mondo, il 13% delle persone con oltre 60 anni d'età oggi richiede assistenza a lungo termine. Tra il 2010 e il 2050 il numero totale di anziani non autosufficienti triplicherà, passando da 101 a 277 milioni. E saranno in prevalenza persone con demenza, che del resto già costituiscono l'80% degli anziani che vivono in case di riposo.

 Sono cifre che compaiono nel Rapporto Mondiale Alzheimer 2013, illustrato a Milano da Mark Wortmann, direttore esecutivo di Alzheimer's Disease International (Adi) e da Gabriella Salvini Porro, presidente di Alzheimer Italia, in occasione della giornata mondiale. In particolare Wortmann ha portato il discorso sui costi enormi che l'Alzheimer richiede, visto che il costo globale dell'assistenza è di oltre 600 miliardi di dollari, ovvero l'1% del Pil mondiale. ''E in Italia la spesa totale, fra costi diretti e indiretti, tra quelli sostenuti dal Sistema Sanitario Nazionale e quelli sostenuti dalle famiglie - ha detto il direttore dell'Adi - raggiunge la considerevole cifra di 28 miliardi di euro; in un Paese, come il vostro, che ha un numero di anziani in continua crescita, dove nel 2010 erano 1.111.000 i malati con demenza e si calcola che saranno 1.497.000 nel 2030 e 1.882.000 nel 2050''.  Ma proprio per il costante invecchiamento della popolazione mondiale, ''sono necessari finanziamenti 10 volte superiori per dare nuova linfa al lavoro di prevenzione, al trattamento e all' assistenza alla demenza'', ha sottolineato Wortmann, osservando ''come il problema del cancro, che gode di 10 volte i fondi destinati all'Alzheimer, abbia potuto raggiungere negli ultimi anni risultati lusinghieri''. Per spingere in questa direzione, nel mese di dicembre l'Adi porterà il problema a livello del G8.  Il Rapporto pone inoltre l'accento su diverse esigenze e fa delle raccomandazioni ai governi: creare sistemi atti a monitorare la qualità dell'assistenza; promuovere l'autonomia e la scelta delle persone in tutte le fasi del 'viaggio nella demenza'; integrare fra loro i sistemi dell'assistenza.  E Wortmann ha concluso indicando la necessità di ''formare adeguatamente coloro che lavorano in prima linea, sia il personale pagato che gli assistenti familiari volontari, assicurando loro un adeguato riconoscimento economico in modo da valorizzare anche il lavoro svolto al domicilio del paziente.

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Fonte: adi