Professionals, ecco i più richiesti: marketing al top

Professione | Redazione DottNet | 23/09/2013 19:06

La crisi sta colpendo soprattutto i giovani, ma per i professionals dai 28 ai 35 anni ad alta qualificazione il vento è in poppa. In particolare per le figure specializzate in ambito commerciale, nel marketing e nella ricerca e sviluppo.

 A rivelarlo è l’indagine “Professionals in Europe 2013”, realizzata in esclusiva per Affari e Finanza dalla società di ricerca e selezione del personale Mcs, in base alla quale negli ultimi quattro anni nell’Unione Europea c’è stato un boom di questi addetti, saliti da 30,4 a 39,4 milioni (+29%). Un trend di crescita che ha riguardato anche l’Italia: gli specialisti tricolore sono passati da 2,4 milioni del 2008 a circa 3,1 milioni del 2012, con un incremento di 700.00 unità (+ 27,7%). La Penisola, però, potrebbe ancora fare di più: nello Stivale i lavoratori ad alta qualificazione sono infatti appena il 13,8% del totale, contro una media europea del 18,6% (in molti paesi si supera il 20%). In particolare, il paradiso dei professionals, rivela l’indagine, è il Lussemburgo, dove i giovani tecnici ad alta qualificazione rappresentano oltre un terzo degli addetti (35%). Mentre i più forti incrementi nelle assunzioni di questa fascia di lavoratori, nel periodo 2008-2012, si registrano in Norvegia (+84,5%), seguita da Gran Bretagna (+68.6%), Danimarca (+64,8%) e Lussemburgo (+62,8%). In Italia il trend continua a essere positivo anche nell’anno in corso. «Nonostante la crisi, c’è una buona richiesta di professionals nel nostro paese», sottolinea Anna Rita Borraccetti, partner di Mcs. «Si tratta di risorse sulle quali le imprese puntano e investono, perché sono il bacino ideale nel quale coltivare i futuri manager». Nello Stivale, in particolare, la domanda è molto vivace per le figure specializzate in ambito commerciale, nel marketing, nella ricerca e sviluppo, nella produzione e nell’amministrazione e finanza. Andando a indagare più nel dettaglio i profili più gettonati, nell’area vendite brillano i “brand ambassador”, nuova funzione nata per promuovere i prodotti verso la rete commerciale, e gli area manager estero, specie per i Bric. Nel marketing, invece, le figure più richieste sono product manager, marketing manager e brand manager. Un altro settore a forte domanda riguarda la certificazione di qualità, dei processi e degli impianti. Il comparto amministrazione e finanza è invece alla ricerca di controller di diversa specializzazione; mentre nella ricerca e sviluppo c’è spazio per professionals specializzati in tutti i campi, dalle nanotecnologie alle biotecnologie, fino ai farmaci e alla robotica. A livello di settore, tra quelli più dinamici su questo fronte spiccano il lusso, l’oil & gas e il packaging. Buone opportunità per i professionisti ad alta qualificazione italiani, secondo l’indagine, arrivano anche da altri paesi europei: molte multinazionali, infatti, stanno concentrando nei paesi nordici alcune attività, come logistica, customer service e procurement. Evergreen sono poi le attività legate all’impiantistica, con numerose figure di lavoratori ad alta qualificazione (ad esempio commissioning engineer o project engineer) richieste in sede e sul campo, in tutti i continenti. Ma chi sono questi giovani professionisti? L’identikit tipico “comprende una laurea in ingegneria o economia, un’età dai 28 ai 35 anni, una qualificata esperienza di almeno tre-quattro anni in ambito internazionale, un’ottima padronanza dell’inglese e magari di una seconda lingua”, spiega Borraccetti. Per alcune funzioni, però, il mercato apprezza anche altre facoltà, come marketing, giurisprudenza, filosofia, scienze politiche, matematica e fisica e candidati che possano vantare anche un master. Decisivo è poi l’approccio da globetrotter, ovvero la disponibilità a effettuare trasferte e a lavorare all’estero. Le retribuzioni spaziano dai 35mila ai 55mila euro lordi annui, con una parte variabile che oscilla dal 5 al 15% e si fa più elevata nelle funzioni commerciali. Nel grafico a sinistra, l’Italia è il fanalino di coda in Europa per l’utilizzo dei “professionals”.

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Fonte: Mcs. Affari&finanza

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