Specializzazione, a Milano 70mila euro a medico. Al via altre cause

Redazione DottNet | 25/09/2013 17:15

professione sanità-pubblica specializzandi consulcesi

Un totale di circa 3 milioni di euro, fino a 70 mila euro a medico, è stato consegnato a Milano come rimborso per gli anni di specializzazione universitaria in medicina. La somma è stata riconosciuta ai camici bianchi che hanno frequentato le scuole post-laurea, cui lo Stato italiano non ha corrisposto il giusto compenso previsto dalle normative europee.

La battaglia legale che ha permesso il riconoscimento di un diritto a lungo negato è stata portata avanti da Consulcesi: e sono stati proprio i legali dell’associazione a consegnare direttamente ai medici gli importi, frutto del pagamento imposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai Ministeri competenti a seguito delle sentenze di più tribunali.  L’annuncio lo avevano dato nei giorni scorsi il presidente onorario di Consulcesi, Massimo Tortorella, l'avvocato Marco Tortorella, legale di Consulcesi, alla presenza del Presidente di OMCeO Milano, Dott. Roberto Carlo Rossi, che ha potuto certificare la consegna degli assegni e quindi il risultato ottenuto.Massimo Tortorella spiega: “dopo la consegna di 3 milioni di euro a Genova e la recente sentenza del Tribunale di Roma che ha riconosciuto 14 milioni di euro già in primo grado, oggi siamo a Milano per restituire direttamente ai medici altri 3 milioni. Ma non ci fermiamo qui: entro il 20 ottobre partirà la quarta causa dell’anno, per dare risposta ai tanti medici ancora in attesa di una soluzione”. A dare il via a questa lunga battaglia legale è stato il mancato rispetto delle regole comunitarie nei tempi previsti. Lo Stato italiano, infatti, ha recepito la direttiva europea 87/76 CEE del 1982, che imponeva un giusto compenso per gli specializzandi, solo nove anni dopo. Il che ha determinato la mancata erogazione delle borse di studio stabilite dalla norma ai medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione tra il 1982 e il 1991, creando un imponente contenzioso nei vari tribunali italiani. In totale, secondo una stima che riguarda solo gli associati Consulcesi, circa 40mila, l’inadempienza alle normative europee rischia di comportare un esborso di 4 miliardi di euro per le casse dello Stato.  Più di recente si è aperto anche un secondo fronte per chi si è iscritto tra il 1994 e il 2006: in quest’ultimo caso le borse di studio sono state erogate, ma non comprendevano il pagamento degli oneri previdenziali e la copertura assicurativa dei rischi professionali e degli infortuni. Con i nuovi rimborsi, i risarcimenti ottenuti tramite Consulcesi ammontano in totale a oltre 327 milioni di euro. “Solo nella prima metà del 2013 – precisa Tortorella - abbiamo promosso altre tre azioni legali collettive e stipulato accordi con gli ordini dei medici di varie province italiane per favorire l’adesione dei loro iscritti alle cause”. Infine un’altra iniziativa è in cantiere: riguarda un'altra causa collettiva, questa volta contro il numero chiuso per l'accesso alla facoltà di medicina. “Il sistema va rivisto, sia sul fronte delle graduatorie che delle valutazioni, che devono essere più immediate – spiegano all’Associazione -. Molti ragazzi, poiché i risultati arrivano in ritardo, sono costretti a iscriversi nelle more in un'altra facoltà, pagando doppie iscrizioni”. 

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Fonte: asca, velino, qs