Studio Ceis: calano le aziende e gli occupati, tiene il Pil

Redazione DottNet | 26/09/2013 12:04

Aziende farmaceutiche in calo come numero e occupati, ma i conti tengono. Lo studio Ceis dell’Università Tor Vergata di Roma è implacabile su tutti i fronti a cominciare dalla spesa sanitaria italiana, considerando sia la componente pubblica che privata, che risulta tra le più basse d’Europa con un calo del 24% rispetto alla media dell'Europa.

Il dato, come dicevamo, è contenuto nel nono Rapporto Sanità dell’Università di Tor Vergata di Roma (clicca qui per scaricare il documento completo), realizzato dal Ceis e dal Crea e presentato giovedì alla Camera. Allarmante il dato sulla spesa che ormai si sposta sui cittadini, soprattutto nelle Regioni in "rosso". Ed è allarmante anche il dato che riguarda l’industria farmaceutica: secondo il rapporto nel 2012 in Italia si è assistito ad una riduzione del numero di aziende farmaceutiche pari al ‑5,0% (16) e degli occupati pari al ‑2,3% (1.500 addetti).  Complessivamente, dal 2002 al 2012 sono stati espulsi oltre 20.000 addetti nel settore (‑8.500 nell’ultimo quinquennio), e si èanche ridotta la dimensione media delle aziende: il numero di occupati per azienda passa dai 283,6 del 2002 ai 210,3 del 2012. Anche il settore dell’innovazione farmaceutica ne ha risentito: nel 2012 diminuiscono gli addetti alla R&S (quasi l’1% in meno rispetto al 2011), il numero di brevetti prodotti (‑27,1% nel 2010 rispetto al 2009) e gli investimenti in R&S (‑1,6%). Anche l’indotto dell’industria farmaceutica ne ha risentito: il suo valore ha subìto una contrazione del ‑4,4%.  Malgrado ciò, l’industria farmaceutica sembrerebbe essere uno dei settori industriali che meglio fronteggia la crisi: la quota del suo valore aggiunto sul PIL è rimasta pressoché invariata a differenza di quella di tutto il settore industriale che si è invece ridotta. La perdita di occupati nella farmaceutica italiana registrata nell’ultimo quinquennio è stata minore (‑2,5%) rispetto a quella dell’industria globale (‑3,2%).  Dal 2001 il valore della produzione farmaceutica italiana è cresciuto complessivamente del 28%, a fronte di una crescita del 72% delle esportazioni e di un calo del ‑9% delle vendite interne.  In particolare, dal 2008 al 2011 si èavuto un aumento dell’export che ha comportato un aumento, se pur minimo, del valore della produzione, che diversamente avrebbe subìto una riduzione del ‑4,7%. Il trend di crescita dei volumi di export, già registratosi in maniera evidente nel 2011 per il settore farmaceutico, in condizioni di scarsa profittabilità potrebbe però spingere le aziende a disinvestire sul territorio italiano, spostando la loro produzione all’estero, e questo rappresenterebbe un ulteriore fallimento delle politiche industriali e una perdita notevole di benessere per l’Italia.

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Fonte: ceis/crea tor vergata

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