Milillo, dobbiamo riconquistare la dignità. Cassi riconfermato al Cimo

Sindacato | Redazione DottNet | 28/09/2013 14:46

"Dobbiamo fare una battaglia di dignità, per contare. I medici non sono marionette e non possono esser responsabili di azioni che dipendono dalla gestione organizzativa, ovvero di cose su cui non hanno voce in capitolo, come le liste d’attesa o le attrezzature disponibili".

Così Giacomo Milillo, segretario della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) al congresso del sindacato Cimo-Asmd dal titolo "Ritorniamo al dottore. L'atto medico al centro delle cure". "Recuperare l’atto medico non è solo recuperarne la potestà della scelta, significa anche recuperarne il ruolo nell’organizzazione" ha detto Milillo alla platea. "Sono stato criticato per aver parlato di rinnovi contrattuali a costo zero, ma per me significa discutere veramente le regole, che non sono secondarie rispetto ai soldi. Il 2% che guadagniamo con una contrattazione basata sull’aspetto economico, lo perdiamo mantenendo le regole attuali, anzi perdiamo molto di più". La responsabilità civile, i prezzi delle polizze, la lunghezza dei processi, il precariato al centro dell'intervento di Roberto Lala segretario del Sumai, Sindacato di Medicina Ambulatoriale. Di questi problemi ne parliamo da anni, e mi chiedo se, da parte di chi ci governa, tra parole e fatti c’è una consequenzialità. "E mi chiedo se ha senso - ha aggiunto - occuparsi di informatizzare la tessera della salute, se non si informatizzano i sistemi che consentono di sapere se in un ospedale c’è posto per un ricovero prima che lìambulanza arrivi". Per Alberti della Fiaso, la Federazione delle Aziende sanitarie, il processo di aziendalizzazione è "in stato comatoso" e "ha fallito laddove le aziende non sono state capaci di interloquire con chi ci lavora. Invecchiamento del personale e crescita del malessere all’interno dell’organizzazione richiedono un ripensamento della programmazione del personale e dei modelli organizzativi".

Riccardo Cassi è stato riconfermato presidente di Cimo-Asmd, il Coordinamento Italiano dei Medici Ospedalieri. Un nuova riforma della sanità è stata il primo punto della relazione programmatica esposta dal chirurgo fiorentino dirigente all'Asl 10 di Firenze, alla platea del 30° congresso del sindacato in corso a Roma. "Abbiamo bisogno di una nuova riforma che corregga gli errori del passato, restituisca al medico il ruolo che gli compete e riporti la figura del Dottore al centro delle cure", ha detto. Fondamentale ritrovare l’universalità dell’assistenza. "Occorre - ha spiegato, "attuare una urgente modifica del titolo V della Costituzione che ha consentito la creazione di 21 servizi regionali diversi" e "occorre limitare l’attuale ingerenza politica". Quanto al delicato tema dei contratti, è indispensabile che i medici abbiano una loro area contrattuale autonoma dalle altre della Funzione Pubblica, "dove poter trattare le specificità dell’attività svolta anche per via "delle competenze e delle attribuzioni notevolmente diverse rispetto alla restante dirigenza". Priorità quindi sarà quella di "definire una vera area negoziale, composta dai medici dipendenti e a convenzione, e titolata a contrattare sia con Ministero della Salute che con le Regioni". Sbagliato, ha detto, privilegiare l'aspetto "dirigenziale" rispetto a quello "professionale", al punto che nel tempo il "dirigente medico" è stato assimilato contrattualmente al "dirigente statale". Così facendo si è persa la peculiarità delle professioni, creando confusione di ruoli e competenze", oltre che una sovrapposizione di responsabilità gestionali e professionali".

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Fonte: fimmg, cimo

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