Col trapianto di midollo guarisce dalla leucemia e dall'Aids

Oncologia | Redazione DottNet | 13/11/2008 13:06

Dopo 600 giorni da un trapianto di midollo effettuato per curare una leucemia, un americano malato anche di Aids non mostra più segni delle due malattie; il trapianto effettuato in un ospedale di Berlino ha dato dunque un risultato sorprendente.

Il caso è riportato dal Wall Street Journal: il midollo innestato nel ricevente appartiene a un donatore che ha una mutazione genetica che lo rende immune al virus Hiv, che è stata trasmessa con le staminali trapiantate. Il particolare del Dna che 'chiude la porta' al virus è già noto da tempo, e fa sì che sulla superficie cellulare non appaia una molecola chiamata Ccr5, una delle 'chiavi' che usa l'Hiv. La mutazione appare in circa l'1% della popolazione europea, mentre è assente in Africa, Asia e Sudamerica. Gero Hutter, un ematologo della Berlin Charite' Medical university, ha scelto fra 80 potenziali donatori compatibili per il trapianto a un paziente 42enne affetto da leucemia e da Aids il numero 61, portatore della mutazione 'fortunata'. Seicento giorni dopo il trapianto nell'uomo non c'era traccia di virus nel suo sangue, nonostante avesse interrotto ogni altra cura. ''Sono stato molto sorpreso del caso - ha spiegato Hutter - avevo sospeso le cure antiretrovirali per evitare che interferissero con il trapianto, ma avevo intenzione di farle riprendere al paziente dopo qualche tempo''. Il caso è stato presentato alla comunità scientifica alla Conference on Retrovirus and Opportunistic infections di Boston, e molti ricercatori lo stanno studiando: l'opinione più comune è che il virus si annidi ancora nell'organismo del paziente, ma non riesca a penetrare le cellule. Più che suggerire un nuovo trattamento per l'Aids, il paziente berlinese dà un impulso alle ricerche su farmaci che agiscano 'chiudendo la porta' allo stesso modo. Il premio Nobel David Baltimore, ad esempio, ha fondato una società privata negli Usa per lavorare a un brevetto su una terapia che sfrutta questo principio. Il caso riportato è ''un risultato unico - ha detto a Bild la dottoressa Anja Potthoff (32 anni) specializzata nella cura dell'Aids alla clinica universitaria di Bochum - ma gli effetti collaterali di un trapianto di midollo sono talmente pesanti, e i costi così alti, che può essere utilizzata solo per singoli casi''. Per Juergen Hescheler, ricercatore nel settore delle cellule staminali a Colonia ''se sarà possibile distruggere tutte le cellule malate con le radiazioni e sostituirle grazie a un trapianto di midollo, potrebbe essere l'ultima possibilità di salvezza per i casi più gravi''. '' Tuttavia è troppo presto per farsi illusioni: non è detto che il virus sia scomparso dal corpo - ha detto un esperto della Rete di Competenza Hiv/Aids tedesca, Norbert Brockmeyer ; l'Hiv potrebbe ancora essere presente nel tessuto linfatico oppure della milza. Questo virus può mutare''.

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