Fascia C, la decisione dell’Ue valida per tutte le altre vertenze

Redazione DottNet | 03/10/2013 15:59

Nel caso in cui a dicembre la Corte di giustizia europea confermasse le conclusioni dell’avvocato generale Niels Wahl sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, le farmacie italiane metterebbero a segno un punto decisivo anche per le altre cause ancora in corso sulla stessa materia.

 Questo il parere di Massimo Luciani e Gian Michele Roberti, i due docenti di diritto che hanno difeso Federfarma davanti ai giudici di Bruxelles. Ospiti dell’assemblea generale del sindacato convocata per stamattina a Roma, Luciani e Roberti hanno ripercorso le tappe principali del procedimento aperto dalla richiesta di pronuncia pregiudiziale del Tar Lombardia. Un procedimento che avrebbe potuto avere sviluppi assai peggiori se Federfarma non fosse riuscita a riacciuffare per i capelli la causa davanti ai giudici amministrativi: il sindacato, infatti, era rimasto inizialmente escluso dal procedimento e soltanto una caparbia battaglia davanti al Consiglio di Stato ha permesso ai titolari di rientrare per poter poi difendersi di fronte alla Corte di giustizia europea. «Le partite si vincono solo al fischio finale, quindi prima di festeggiare aspettiamo la sentenza» ha osservato in particolare Roberti «intanto però con le conclusioni dell’avvocato Wahl possiamo dire che conduciamo per 1 a 0». E se a dicembre dalla Corte del Lussemburgo arrivasse il 2 a 0, per le farmacie sarebbe una vittoria che metterebbe in sicurezza anche l’altra partita che sulla fascia C deve ancora essere giocata, quella davanti alla Consulta per un dubbio di legittimità costituzionale sollevato un anno fa dal Tar Calabria. «Certamente la decisione dei giudici europei avrà un peso considerevole sulla Corte costituzionale» spiega Luciani «perché alcuni argomenti che sono stati sollevati dal Tar Lombardia sono analoghi a quelli messi sul tavolo dal Tar di Catania. Se la Corte europea, quindi, dovesse ritenere che la tutela della salute rappresenta un valido motivo per giustificare restrizioni ai Trattati, la Consulta ne terrebbe verosimilmente conto». «Anche perché» ricorda ancora Roberti «nelle conclusioni di Wahl troviamo addirittura citazioni di precedenti sentenze della stessa Corte costituzionale italiana».

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Fonte: federfarma       

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