Convenzione, tavolo il 9 ottobre. Genova: agli mmg la diagnostica

Redazione DottNet | 03/10/2013 16:20

Un primo passo verso il rinnovo della convenzione ci sarà il prossimo 9 ottobre, quando il coordinatore degli assessori del comitato di settore, Claudio Montaldo della Liguria, incontrerà la Fimmg, Lo Snami, lo Smi e Intesa Sindacale per discutere sugli accordi. La trattative riparte, dunque, condotta dall’assessore ligure che tra l’altro è stato uno degli autori della riforma dei medici di famiglia genovesi.

 Innovazioni che potrebbero essere esportate, ovviamente con il placet delle sigle. Con l'accordo sottoscritto il 9 settembre scorso tra il direttore generale della Asl Tre, Corrado Bedogni, e le organizzazioni sindacali del Medici di Medicina Generale, nel Genovesato è possibile fare un elettrocardiogramma, un'ecografia e un doppler con il nostro medico di famiglia. L’obiettivo è saltare le insostenibili liste d'attesa, senza aspettare i 60 giorni proposti dal Cup e il tutto remunerato secondo le tariffe del Servizio Sanitario Nazionale. Il medico di famiglia deve, però, assicurare che le apparecchiature (peraltro i costi sono a carico della Asl) siano idonee ad eventuali collegamenti con il centro unico di prenotazione e possano consentire l'elaborazione dei dati occorrenti per le ricerche epidemiologiche, il monitoraggio e la verifica della qualità dell'assistenza. Inoltre, il medico deve essere in possesso dell'iter formativo, avere seguito un corso di base di almeno 300 ore; oppure, essere specialista nell'ambito del tipo di ecografia che si intende eseguire. L'accordo fissa che il medico possa erogare le prestazioni soltanto ai suoi pazienti, o in caso di studi medici associati anche agli utenti in carico ai colleghi facenti parte della stessa forma associativa. La delibera, però, stabilisce un tetto massimo di prestazioni che ciascun professionista potrà erogare: il totale mensile dell'onorario, infatti, non potrà superare l'importo dello stipendio mensile percepito. L'accordo, siglato recentemente, si inquadra nel programma sottoscritto tre anni fa dai 650 medici di famiglia del Genovesato con la cosiddetta "ricetta elettronica". Piano che è stato ampliato da un centinaio di professionisti attrezzati da ecocardiogramma, che sono già collegati con le strutture pubbliche a cui sono inviati i dati, che poi vengono analizzati.                                                                

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Fonte: intersindacale, asl 3 genova

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