Snami: tra cronicità, continuità e medico di famiglia

Redazione DottNet | 04/10/2013 11:55

medicina-generale sindacato Snami

Grande affluenza di delegati al trentaduesimo congresso nazionale del sindacato autonomo dal titolo “La vera urgenza: la cronicità”. Il leader dello Snami, Angelo Testa, nella sua relazione ha esaminato l'attuale situazione della sanità italiana affrontando a 360 gradi tutti i problemi sottolineando, quindi, le criticità più volte manifestate e mai risolte.

Ha inoltre inviato un messaggio di speranza a favore dei medici che non vogliono demordere e che vogliono salvaguardare a tutti i costi il sistema sanitario pubblico. “Le convenzioni e i contratti sono bloccati sino al 2015 e restare in attesa dell'atto di indirizzo che darebbe il via alla trattativa sulla convenzione per la medicina generale, oltretutto esposti alla bufera di periodo di campagna elettorale e quindi assenza della politica, non ci lascia sereni. Non vorremmo che qualcuno esordisca con il mettere avanti le mani sulla questione che non ci sono soldi, dobbiamo fare di più e non chiedere nulla. Inutile sottolineare che la categoria è stufa di imposizioni ed aggravi a costo zero”.  Altro messaggio chiaro e forte Angelo Testa lo manda ai sindacati: “C'è il mio impegno ufficiale affinché si possa trovare con le sigle che lo vorranno una strada comune, di rispetto reciproco e di proposizione per trovare insieme la via migliore in un momento difficile, economicamente debole in cui la professione è sotto assedio quotidianamente. Una unità come risposta concreta e tangibile a chi vorrebbe modificare tutto forse perché nulla cambi, un camminare insieme nella convinzione comune che qualche cosa debba necessariamente cambiare. Ma debba cambiare in meglio. La sfida del futuro sarà quella di arrivare finalmente con i fatti e non solo con le parole a quella centralità del territorio nei confronti dell'ospedale. Uniti si vince, divisi si può avere la effimera sensazione di potere che mai porterà allo sviluppo di progetti ed idee, uno stallo che fa il gioco della controparte”.  

Occhio agli anziani: “Noi dello Snami – dice Testa - attraverso un impegno che come medici profondiamo quotidianamente e vogliamo con forza profondere ancora meglio e di più.  Un impegno che   quotidianamente profondiamo nel territorio verso i cronici soprattutto anziani, da qui il titolo del congresso, e che rappresentano la vera urgenza del momento, ma che necessità per la sua attuazione di fatti e non solo di parole. Il territorio si dovrà fare carico della cronicità, del fine vita, di quei pazienti fragili che non troveranno più nessuno sbocco nell'ospedale. I fatti sono la buona politica e gli investimenti ma se si continuerà a tagliare non si potrà pensare di dare un futuro sanitario a questo paese. Una sanità “che non ha bisogno dei partiti, ma di idee, buona volontà e capacità operative” come ha sottolineato i giorni scorsi Beatrice Lorenzin. “La medicina generale – incalza Testa -, quale forza unicamente territoriale, è pronta. I cronici hanno necessità di competenze che i medici di medicina generale hanno, di posti letto in RSA, di potenziamento reale dell'assistenza domiciliare programmata ed integrata. Basta con le promesse di coperture a 24 ore, inutili se non anche dannose per le cronicità. Il medico di medicina generale deve essere, con maggiore tranquillità perché liberato da aspetti burocratici asfissianti, il reale primo approccio al cittadino con una necessità. Per poter fare questo non deve essere lasciato solo. E tutto ciò non significa che deve essere intruppato in gruppi e gruppetti, ma integrato in un sistema come “protagonista delle proprie competenze specifiche”. Principe, non suddito e parente povero delle specialità.          

Continuità e medico di famiglia: Il medico di continuità assistenziale e il medico di famiglia lavoreranno a stretto contatto, operando anche in parte nella fascia diurna, andando ad integrarsi in quelle attività di diagnosi e cura che dovranno essere riportate e mantenute sul territorio. “Ci piace anche l'idea - continua Angelo Testa - che il medico di continuità assistenziale, nell'ambito del ruolo unico, possa avere un canale privilegiato nel passare da un comparto all'altro della medicina generale”.  Secondo Filomena Dibenedetto, responsabile nazionale snami dell'assistenza primaria “Un futuro di integrazione tra i comparti dove però ognuno ha il proprio ruolo specifico, in una collaborazione reciproca e non un “indistinto” dove tutti fanno tutto, il che significherebbe perdere, snaturandolo, quel rapporto duale tra il medico ed il paziente che lo ha liberamente scelto e che è il fondamento, secondo noi dello snami, di una buona sanità territoriale.”. Giancarmelo Lamanna, responsabile nazionale snami della continuità assistenziale “Dobbiamo normare una chiara e precisa definizione dei compiti e del ruolo dei medici di continuità assistenziale in un nuovo contesto in cui opereranno come filtro tra cittadino e strutture territoriali di primo e secondo livello, saranno parte integrante dei programmi regionali di servizi finalizzati all’erogazione di attività sanitarie territoriali e di verifica di processi sanitari e sociali per il mantenimento dello stato di salute del cittadino. Penso,tra le altre ad attività come screening, vaccinazioni, medicina fiscale, medicina scolastica, assistenza domiciliare programmata ed integrata”. Anche per Vito D'Angelo ,responsabile nazionale Snami dell'emergenza territoriale ,l'integrazione tra le varie figure mediche che operano nel territorio è fondamentale e propedeutica ai progetti per ridisegnare una sanità non più ospedalocentrica.”Non vorrei - conclude il presidente Testa  - che qualcuno si innamorasse dell'esperienza della Toscana, che a noi non piace, in cui la continuità assistenziale smonta alla mezzanotte lasciando di fatto un buco nell'assistenza  sino alle otto del mattino. L'aggravio di lavoro per il 118, i pronto soccorso intasati, i cittadini disorientati sono indicativi di un “esperimento” assolutamente da non esportare”.

Fonte: Snami

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