Geymonat, l’Aifa blocca la produzione

Redazione DottNet | 05/10/2013 15:32

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Prima le supposte per bambini senza principio attivo, poi altri nove farmaci ritirati dal mercato per 'difetti di fabbricazione'', ora la chiusura della produzione. E' la terza volta in circa tre mesi che la Geymonat, azienda farmaceutica laziale, con sede ad Anagni, è oggetto di un provvedimento della Agenzia Italiana del Farmaco che ha sospeso l'autorizzazione per la produzione di medicinali.

I prodotti dell'azienda, sono stati già ritirati dal mercato. Il provvedimento è stato notificato questa venerdì mattina dal NAS Carabinieri di Latina, a tutela della salute pubblica, e scaturisce dagli esiti della visita ispettiva effettuata tra il 4 e il 6 settembre 2013 dall'AIFA e dal NAS di Latina, nel contesto delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Frosinone, nel corso della quale sono state rilevate gravi violazioni delle Norme di Buona Fabbricazione (Good Manufactoring Practice, GMP). L'Agenzia ha ricordato che tutti i lotti in corso di validità dei medicinali fabbricati presso la stessa officina di produzione Geymonat sono già stati oggetto di un divieto di utilizzo con provvedimento AIFA del 5 settembre 2013, a causa di sospetti difetti di qualità legati, nello specifico, alla possibile presenza di un quantitativo di principio attivo inferiore a quello approvato e indicato in etichetta. Inoltre la ditta Geymonat ha comunicato in data 19 settembre 2013 il ritiro volontario, a scopo cautelativo, di tutti i propri lotti presenti sul mercato nazionale e già sottoposti a divieto d'uso da parte dell'AIFA. L'autorizzazione alla produzione della Ditta Geymonat è quindi sospesa finché l'AIFA non avrà verificato l'effettiva rimozione delle violazioni riscontrate e quindi la conformità del processo produttivo agli standard di Buona Fabbricazione Dopo lo scandalo delle 'false' supposte per i neonati dello era scoppiato lo scorso giugno il 5 settembre un nuovo provvedimento aveva travolto la Geymonat, sempre per "difetti di qualità". L'AIFA con un provvedimento cautelativo aveva fermato nove farmaci (da anti-ulcera a prodotti per le infezioni dermatologiche, un farmaco per alcune malattie della sfera sessuale e un farmaco per curare le anemie) che, si sospettava, non avessero la quantità di principio attivo necessario per funzionare, quella indicata nella confezione.

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Fonte: nas, aifa