Diabete, migliora il controllo e buon uso dei farmaci

Redazione DottNet | 09/10/2013 18:56

Intensificazione dei trattamenti e moderato incremento dell'appropriatezza prescrittiva: migliora il controllo del diabete in Italia. Lo rileva l'Associazione medici diabetologi (Amd), commentando l'edizione 2012 del Rapporto Aifa sull'uso dei farmaci in Italia (Rapporto OsMed) in particolare sull'operato della rete diabetologica nazionale.

Il giudizio positivo è di Antonio Ceriello, Presidente di Associazione medici diabetologi (Amd), società scientifica cui fanno capo gli oltre 600 centri di diabetologia italiani operanti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale.  ''Per la prima volta - ricorda Ceriello - l'Aifa nella realizzazione del Rapporto OsMed si è avvalsa, per analizzare i comportamenti prescrittivi dei farmaci nelle persone con diabete, del database Annali AMD, probabilmente la raccolta dati più completa al mondo sulla malattia diabetica, che esamina modalità di assistenza, impiego dei farmaci, oltre ai risultati clinici in oltre 500.000 persone con diabete, 1 su 6 in Italia, nella metà, oltre 300, dei centri di diabetologia italiani''.  Nel diabete tipo 1, fra il 2004 e il 2011 - riferisce l'Amd - si è avuta una radicale modifica nel trattamento insulinico, con il progressivo abbandono delle insuline con durata d'azione intermedia e premiscelate, e l'adozione dei regimi che mimano meglio la risposta fisiologica dell'insulina endogena.  Anche l'utilizzo della tecnologia dell'infusione continua sottocutanea con microinfusori è raddoppiata: oggi è usata dal 16,5% delle persone con diabete tipo 1, con maggiore frequenza nella donna e indipendentemente dalla fascia di età.  ''I cambiamenti terapeutici - commenta Carlo Giorda, Presidente Fondazione AMD - si sono tradotti in un miglioramento del controllo metabolico, con un lieve aumento, dal 20,6 al 23,2%, delle persone con diabete tipo 1 con emoglobina glicosilata (HbA1c) sotto il 7%, ma soprattutto con la parallela riduzione della proporzione di quelle con valori di HbA1c elevati (oltre 8%): da 51,6 a 44,2%, meno 7,4 punti in valore assoluto''.  Quanto al diabete tipo 2, quasi 2 persone su 3 sono in trattamento con ipoglicemizzanti orali o farmaci iniettabili diversi dall'insulina (definiti nel complesso 'iporali'), mentre tra chi è in cura con insulina, il 50% è trattato con sola insulina e il 50% con iporali associati a insulina. I farmaci di gran lunga più impiegati sono la metformina e i secretagoghi (sulfaniluree e glinidi), rispettivamente nel 65,5% e nel 49,6% della popolazione diabetica.

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Fonte: amd

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