Studio Usa, anti-Alzheimer funzionano meglio del previsto

Farmaci | Redazione DottNet | 15/07/2008 17:22

Funzionano meglio del previsto i farmaci contro l'Alzheimer in corso di sperimentazione.

Lo rivela uno studio statunitense condotto dalla Mayo Clinic di Jacksonville e pubblicato sull'ultimo numero di Nature. Gli scienziati hanno scoperto il meccanismo d'azione delle sostanze studiate, a base di modulatori della gamma-secretasi (Gsm), che sembrano ridurre la produzione di della proteina beta amiloide (Abeta) con sequenza lunga, che contribuisce a formare le placche all'origine della patologia neurodegenerativa. Mentre favoriscono le Abeta 'corte' che invece hanno una funzione protettiva.
Il meccanismo, spiegano i ricercatori, "è analogo a quello dei farmaci contro il colesterolo cattivo (Ldl), che determina la formazione delle placche nelle arterie anziché nel cervello. Questi medicinali, le statine, riducono il colesterolo Ldl e invece fanno aumentare quello buono Hdl", rivela Todd Golde, direttore del dipartimento di neuroscienze a Jacksonville. I Gsm funzionano dunque inibendo le Abeta 'lunghe' e favorendo l'effetto protettivo delle
Abeta corte.
 

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