Lala (Sumai): riorganizzare subito le cure territoriali

Sindacato | Redazione DottNet | 10/10/2013 11:04

Si è tenuta oggi a Catania presso il Grand Hotel Baia Verde di Aci Castello-Catania la cerimonia inaugurale del 46° Congresso nazionale del Sumai-Assoprof (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana), che rappresenta circa 12 mila medici specialisti e generici ambulatoriali delle Asl, degli odontoiatri ambulatoriali, dei medici veterinari e delle altre professionalità dell'area sanitaria (biologi, chimici e psicologi).

Tema del consesso: “Riorganizziamo il territorio: modalità e strumenti li abbiamo. Ma quando??!!”. Ad aprire i lavori il segretario nazionale del Sumai-Assoprof, Roberto Lala che ha toccato nel suo intervento i principali nodi che attanagliano la sanità italiana e i professionisti che vi lavorano.  “Il nostro ragionamento - ha detto - parte dall’assunto che l’Italia spende meno degli altri Paesi Ue per la sanità e nonostante ciò le performance di salute ci vedono ai primi posti nel mondo. Detto questo, sappiamo delle difficoltà economiche ma crediamo che questo non possa essere una scusa per non investire nelle riforme necessarie, come quella che prevede il potenziamento della sanità territoriale. E come Sindacato siamo convinti che gli strumenti ci siano, a partire dalla Legge Balduzzi, che non è la panacea ma è un primo passo”. “I fatti - sottolinea Lala - dimostrano che l’elemento sul quale puntare per ottenere contemporaneamente un risultato efficiente in termini di salute ed efficace sotto il profilo del controllo della spesa è proprio lo sviluppo dei servizi sanitari sul territorio, realizzando la famosa formula del 5 – 44 – 51, ovvero suddividendo le risorse disponibili in 5% per la prevenzione, 44% per la sanità ospedaliera e 51% per la sanità territoriale”. Non solo un’allocazione diversa delle risorse per il segretario del Sumai-Assoprof è “essenziale utilizzare gli strumenti dell’Health Technology Assessment anche sul territorio, per poter godere dei vantaggi, in termini di tempestività ed economicità, offerti dalle nuove tecnologie. Questo può consentire di trasferire sul territorio una parte delle prestazioni di diagnostica strumentale svolte in ospedale, con un conseguente impatto positivo sull’accesso alle prestazioni e le liste di attesa”. Altro intervento necessario per Lala è “il potenziamento dell’accesso alle strutture sanitarie e al contempo crediamo si debbano migliorare i servizi resi dall’Assistenza Domiciliare Integrata, portandola ad essere una reale presa in carico del paziente. Ma la chiave perché tutto questo processo di spostamento verso il territorio di parti consistenti dell’assistenza sanitaria si realizzi, senza correre il rischio di inutili e costose duplicazione di interventi, è far crescere l’appropriatezza delle prestazioni erogate, per tipologia (clinica) e per sede di erogazione (organizzativa), sviluppando l’informatizzazione del sistema”.  Il segretario del Sumai-Assoprof è poi entrato nel merito di tematiche più strettamente di carattere professionale a partire dall’annosa questione della responsabilità civile professionale. “Lo slittamento di un anno dell’obbligo assicurativo, previsto inizialmente per il 13 agosto scorso, evidentemente non risolve il problema, ma semplicemente lo differisce. Quel che è certo, è che non si può scaricare sui medici e sugli operatori sanitari una difficoltà che riguarda il sistema nel suo complesso. A questa situazione occorre rispondere adeguatamente, sia sul piano culturale, lavorando ad una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini sui vantaggi e le regole del sistema sanitario, sia sul piano delle norme, sapendo che non si può lasciare tutto sulle spalle del singolo professionista. Proprio perché, sempre più, l’intervento sanitario diagnostico o terapeutico non si risolve nell’agire di uno solo, ma in una complessa rete di relazioni. In questo senso anche le strutture in cui si opera e i modelli organizzativi adottati incidono fortemente sulle singole prestazioni e per questo è necessario pensare a formule assicurative che tengano conto di questa realtà, come da tempo come sindacato chiediamo”.  Altro punto toccato da Lala riguarda poi il rapporto con le professioni sanitarie. “È indiscutibile che le professioni stiano cambiando, ma è altrettanto indiscutibile che in un’attività complessa come quella che attiene la diagnosi e la cura della persona, tutti gli interventi, qualunque professionista li esegua, devono essere necessariamente correlati tra di loro e non possono vedere momenti decisionali diversi in capo a persone diverse. Quindi le professioni cambiano, si evolvono ed è giusto che sia così, ma è proprio per questo che vanno definiti in modo sempre più chiaro compiti e responsabilità. Responsabilità che incidono profondamente sulla salute del paziente e sulla vita Professionale”.

fonte: sumai 

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