Crisi, Enpam rateizza i contributi. Medici: giù fatturati e lavoro

Redazione DottNet | 14/10/2013 15:52

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L’Enpam ha deciso di prorogare e rateizzare i contributi previdenziali dovuti dai medici e dagli odontoiatri in difficoltà economica. Possono usufruire di questa misura anticrisi gli iscritti che quest’anno hanno subito (o prevedono di subire) una riduzione di almeno il trenta per cento del proprio reddito libero professionale rispetto a quello del 2012.

 Gli interessati devono compilare e inviare il modulo disponibile sul sito www.enpam.it entro e non oltre il 15 novembre 2013. “È un atto dovuto – ha commentato il presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti – È un dovere salvaguardare chi si trova in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica legata alla crisi. Penso per esempio ai medici fiscali, che dopo la decisione dell’Inps di sospendere le visite domiciliari per malattia hanno subito una pesante decurtazione del reddito e si trovano, oggi, comunque obbligati a versare i contributi”. I medici e i dentisti che faranno domanda non sono tenuti a pagare i contributi sulla libera professione in un’unica soluzione entro il 31 ottobre prossimo ma riceveranno tre bollettini con scadenza 31 dicembre 2013, 28 febbraio 2014 e 30 aprile 2014. Alle somme dovute saranno aggiunti i soli interessi legali (0,2 per cento al mese) e minime spese di incasso. Gli iscritti che aderiscono al pagamento rateale dovranno autorizzare l’addebito diretto su conto corrente dei contributi dovuti al Fondo di previdenza generale (Quota A e Quota B) a partire dal 2014. Anche questi addebiti verranno fatti a rate. Dal 2014 la possibilità di rateizzazione sarà estesa a tutti i liberi professionisti che sceglieranno la domiciliazione bancaria per il pagamento dei propri contributi.

I dati della crisi medica. In Italia, veterinari, avvocati, sociologi, giornalisti, medici, dottori commercialisti e biologi sono le professioni stanno risentendo maggiormente della crisi con un calo del fatturato del 49% nei primi 9 mesi del 2013 e con la chiusura del 31% degli studi professionali. La crisi degli studi professionali in Italia è particolarmente significativa se messa a confronto con quella europea. L'indagine - realizzata dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it Magazine dell'Associazione Contribuenti Italiani - mette in evidenza che nei primi 9 mesi del 2013, in tutti i principali paesi europei, si registra una ripresa: in Francia, + 2,4% del fatturato, +2,0% in Inghilterra, + 1,9% in Germania, + 1,7% in Irlanda, + 1,6% in Olanda e + 1,4% in Svezia. In Italia, invece, le professioni che fanno da trainano e supporto all'economia sono in forte difficoltà. Secondo l'indagine di KRLS Network of Business Ethics, che ha preso in esame alcuni indicatori economici dei primi 9 mesi del 2013 ed incrociato i dati del fatturato, delle prenotazioni, dell'occupazione e delle prestazioni professionali, nel bel Paese la situazione è davvero preoccupante. Il settore medico (veterinari, medici e biologi), altro comparto di punta nelle professioni, presenta anch'esso tutti gli indicatori negativi: il fatturato globale, nei primi 9 mesi del 2013, ha segnato un -46% rispetto all'anno precedente, il - 48% nelle prenotazioni, il -29% nell'occupazione ed il - 55% nelle prestazioni professionali. "Di fronte alla chiusura del 31% degli studi professionali, costituiti prevalentemente da piccoli studi ed al crollo del fatturato" - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - ''è impostante che il governo intervenga sostenendo il comparto delle professioni, prevedendo per i professionisti misure straordinarie, come il pagamento immediato delle parcelle da parte della pubblica amministrazione, il credito d'imposta sugli acquisti e il bonus occupazione per chi forma giovani praticanti professionisti''

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Fonte: enpam, contribuenti.it