Anestesisti, ancora troppe le rianimazioni chiuse ai parenti

Redazione DottNet | 16/10/2013 17:33

Non c'è alcuna infezione che possa giustificare la chiusura delle rianimazione ai parenti dei malati; eppure "solo il 20% delle strutture italiane ha le cosiddette rianimazioni aperte". Lo afferma il professor Massimo Antonelli, il presidente della società degli anestesisti e rianimatori al congresso nazionale che si apre oggi a Roma.

 "Uno dei temi ai quali abbiamo voluto dare una particolare rilevanza - ha spiegato Antonelli – è la comunicazione degli operatori sanitari nei confronti dei pazienti e dei loro familiari. L’umanizzazione della medicina passa attraverso una buona comunicazione in una fase molto delicata della cura che avviene nelle terapie intensive e nelle rianimazioni e rafforza il supporto psicologico nei confronti dei familiari e del malato. Per anni si è utilizzato lo spauracchio delle infezioni per tenere le porte chiuse in queste strutture; ma non ci sono dimostrazioni scientifiche che avvalorino questi pericoli. E’ sufficiente lavarsi bene le mani - ha aggiunto il presidente della Siaarti - e solo in particolari casi è raccomandato l’uso di mascherine, copri scarpe e cuffia. Alcuni anni fa era stato presentato un progetto di legge sull’apertura della rianimazioni - ha detto Antonelli - che aveva ottenuto un sostegno trasversale tra le forze politiche. Vogliamo riprendere quella iniziativa e farla approvare".  Forte preoccupazione tra gli anestesisti, in un periodo di spending review, riguarda il numero dei professionisti necessari a coprire i settori di competenza: le stime parlano di circa 11.000 medici ma ne servirebbero almeno 4.000 in più nei campi dell’anestesia, della rianimazione, della terapia intensiva, nella gestione delle camere iperbariche e delle terapia del dolore. Proprio nella terapia antalgica che vede l’Italia tra i paesi leader nel mondo, l’obiettivo degli anestesisti è arrivare concretamente ad avere ospedali senza dolore, come vuole la legge. 

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: siaarti

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato