Cefalee, si abusa troppo di antidolorifici

Redazione DottNet | 17/10/2013 16:10

Da chi ne soffre abitualmente viene descritta come ''un mostro invalidante'': è l'emicrania che colpisce circa l'11% delle persone che hanno avuto episodi di cefalea. Per loro si aprono prospettive di cura per la prevenzione degli attacchi grazie a nuovi farmaci e al controllo dell'abuso del fai-da-te degli antidolorifici.

 Secondo le stime - spiega il professor Paolo Martelletti, vicepresidente della Società europea delle cefalee - almeno 5 europei su 7 hanno sofferto di un attacco acuto di emicrania almeno una volta nella vita; mentre l'emicrania cronica (cioè la cefalea che dura per oltre 15 giorni e con almeno 8 attacchi di emicrania tipica in un mese) affligge dal 3 al 5% della popolazione ed è estremamente disabilitante. Colpisce più le donne (15%) che gli uomini (6%) e se non riconosciuta e trattata in tempo porta ad una rapida ed inesorabile evolutività verso la quotidianità delle crisi con una inevitabile forme di abuso di farmaci antidolorifici che riguarda il 50% dei malati.  "La cefalea e l'emicrania non sono banalità'', assicura Paola Ferrari, che dall'età di 25 anni soffre di questa malattia e che sostiene le associazioni dei pazienti per diffondere i progressi dei trattamenti. ''E' una vera e propria disabilità da combattere in tutti i modi. Nessuno ti crede ma è una malattia fortemente invalidante che non va sottovalutata fin dai primi attacchi".  "Spesso i malati - aggiunge Martelletti - si imbottiscono di farmaci pur continuare ad avere una vita di relazione e lavorare, ma quando il dolore è insostenibile e non se ne può più si assume di tutto dagli analgesici agli oppioidi; così si entra in un circolo vizioso, di vera e propria dipendenza dal fai-da-te; il passaparola sui social network sui rimedi da provare fa il resto. Si stima che il 50-80% dei pazienti affetti da emicrania cronica visitati nei centri cefalee facciano abuso di farmaci e da questa dipendenza ci si deve disintossicare". Ci sono due tipi di opzioni terapeutiche che possono aiutare il paziente ad affrontare le sue cefalee ed emicranie, conclude l'esperto, i farmaci da assumere per fermare l'attacco emicranico una volta cominciato e farmaci che prevengono l'occorrenza di tali attacchi. La recente ricerca ha dimostrato gli effetti positivi della tossina botulinica di tipo A, iniettata negli appropriati muscoli della testa, del viso e del collo, nella terapia della emicrania cronica. Oggi si riescono a controllare gli attacchi acuti, diradare la frequenza degli episodi, renderli meno violenti e migliorare la qualità della vita di migliaia di persone. 

Fonte: società cefalee

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