Maxi sequestro di pastiglie Xanax false

Redazione DottNet | 20/10/2013 10:46

farmaci pfizer

Un milione di pasticche di Xanax, noto farmaco ansiolitico della multinazionale Pfizer, bloccato all'aeroporto di Zurigo e sequestrato dalla dogana svizzera perchè il lotto, proveniente dalla Cina, è risultato falso e le pasticche erano totalmente prive di principio attivo.

E' l'ultimo caso di cronaca che rilancia l'allarme per il fenomeno dei farmaci 'taroccati', prodotti nella maggior parte dei casi proprio nei paesi asiatici, Cina in testa.  Le compresse di Xanax erano destinate all'Egitto e le analisi sono state effettuate dai laboratori dell'autorità di controllo dei medicinali svizzera, la Swissmedic, che ha quindi allertato le autorità internazionali e ordinato la distruzione del lotto. I flaconi di Xanax erano da 0,50 milligrammi ciascuno, per un valore di 220mila euro per un milione di compresse. Un fenomeno, quello dei farmaci contraffatti, che ha dimensioni preoccupanti: secondo l'autorità regolatoria Food and Drug Administration statunitense, infatti, più del 10% del mercato farmaceutico mondiale è soggetto a contraffazione. Ma se nei paesi industrializzati, dotati di norme e sistemi di monitoraggio efficaci, la percentuale per farmaci falsi è dell'1%, in molti Paesi dell'Africa e dell'Asia si raggiungono punte del 20-30%. Ingente pure la dimensione economica del business dei farmaci tarocchi: il Center for Medicine in the Public Interest, un organismo americano specializzato in merito, stima che la vendita di farmaci falsi è aumentata del 90% tra il 2005 e il 2010, attestandosi a 75 mld di dollari (55 miliardi di euro), un'attività tra 10 e 25 volte più redditizia rispetto al traffico di droga.  ''La Cina e in genere i paesi asiatici - sottolinea il direttore dell'Unità anticontraffazione dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, Domenico Di Giorgio - sono le maggiori 'fonti' di farmaci contraffatti, ma si tratta di un fenomeno sommerso e non si hanno stime precise''. In molti casi, rileva l'esperto, ''per la produzione di farmaci contraffatti non sono neppure necessarie tecnologie particolarmente sofisticate. Spesso, poi, accade che principi attivi alterati, ad esempio meno concentrati e dunque meno costosi, vengano prodotti in Asia e quindi assemblati in 'officine' europee, ciò proprio per sfuggire ai controlli alle frontiere''. Oggi, tuttavia, la 'porta' principale per l'ingresso di medicinali falsi, ricorda Di Giorgio, ''è la rete, ed in questo ambito si stanno intensificando i controlli''. Ma qual è il rischio in Italia? il fenomeno dei farmaci contraffatti nel nostro Paese, ha di recente sottolineato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ''appare pressoche' inesistente, con una percentuale di medicinali contraffatti pari allo 0,1% dei prodotti presenti sul nostro mercato''. Grazie alla tracciabilità di ogni singola confezione di farmaco, infatti, è praticamente impossibile che entri nella filiera legale di farmacie e parafarmacie un farmaco che non sia dotato del bollino ottico realizzato dal Poligrafico dello Stato. Dal 2007, inoltre, il sistema italiano anti-contraffazione è implementato anche dalla task-force denominata IMPACT Italia e costituita da Aifa, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Carabinieri NAS, Ministero dello Sviluppo Economico, Agenzia delle Dogane e Ministero dell'Interno. 

Fonte: aifa

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