Farmindustria, impossibile essere pagati dall’Ssn in tempi brevi

Aziende | Redazione DottNet | 24/10/2013 16:04

Le aziende farmaceutiche non riescono a farsi pagare dal servizio sanitario nazionale. Secondo un’indagine di farmindustria nei primi sei mesi dell’anno soltanto il 10% delle fatture emesse dall’industria del farmaco sono state saldate dal Ssn contro i 60 giorni prescritti dalle norme europee.

Eppure il d.lgs 192/2012 (che recepiva la direttiva Ue sui tempi di pagamento) imponeva ben altro così come i 5 miliardi stanziati dal Governo nel 2013 per consentire a Regioni e Asl di pagare i loro fornitori. Insomma l’affidabilità del Servizio sanitario pubblico fa acqua da tutte le parti e, anzi, molti si chiedono quei 5 miliardi a che cosa sono serviti. Secondo le cifre riportate da Il Sole 24 Ore, il 67% delle fatture emesse nel primo semestre registra tempi di pagamento superiori ai 120 giorni. E i “ritardatari” sono quasi sempre i soliti noti: Campania e Lazio pagano nel 98% dei casi con tempi che superano del doppio i 60 giorni della direttiva europea; ma non si distinguono per puntualità neanche Toscana ed Emilia Romagna, che fanno aspettare per più di quattro mesi nel 94 e nel 96% dei casi (rispettivamente). Gli esiti dell’indagine offrono così a Farmindustria lo spazio per rilanciare una proposta già messa sul tavolo nelle settimane precedenti: consentire alle aziende di compensare i crediti derivanti dalle forniture con le somme dovute al Ssn per il payback, ossia il ripiano del deficit sulla spesa farmaceutica. «In questo modo» spiega il presidente, Massimo Scaccabarozzi «si eviterebbero alla Pubblica amministrazione oneri aggiuntivi di natura burocratica e legale, come gli interessi di mora. E si darebbero alle imprese maggiore certezze, che è presupposto necessario per i loro piani di investimento». I conti li ha già fatti Farmindustria: le spettanze delle imprese verso il Ssn ammontano complessivamente a circa 4 miliardi di euro, la compensazione con il payback cancellerebbe un terzo circa delle sofferenze. Sarebbe un sollievo non indifferente, anche perché l’ospedaliera si avvia verso uno sfondamento senza precedenti.  Dalla parte di Farmindustria nella proposta di compensare crediti e debiti i produttori di Assogenerici: «Già all’indomani dell’approvazione in Consiglio dei ministri della Legge di Stabilità» ricorda il presidente, Enrique Häusermann «avevamo fatto presente che il permanere del meccanismo del payback a carico delle aziende del generico rischia di portare all’uscita dal mercato dei produttori di equivalenti. Ora è ancora più evidente come, con ritardi superiori ai 120 giorni nei pagamenti, molte imprese si trovino a dover rifondere cifre non ancora percepite e, nel caso delle aziende nostre associate, a causa di maggiori spese che non hanno contribuito a determinare».

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Fonte: farmindustria, sole24ore

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