Ricadute anche sulle farmacie per le cure transfrontaliere

Redazione DottNet | 26/10/2013 09:51

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La direttiva europea sulle cure transfrontaliere avrà ricadute anche sulle farmacie, perché la libera circolazione dei pazienti comporterà anche il mutuo riconoscimento delle ricette. E’ il messaggio che arriva dal convegno organizzato a Roma da Cittadinanzattiva sul recepimento della normativa con cui l’Unione ha abbattuto le frontiere anche nei servizi sanitari.

 «E’ un’opportunità formidabile» ha detto il coordinatore del Tribunale dei diritti del malato, Tonino Aceti «per uniformare i livelli di assistenza tra gli stati ma anche tra le diverse regioni italiane». A conferma, Aceti ha ricordato il caso della Campania, che consente ai suoi assistiti di farsi curare fuori regione soltanto dietro autorizzazione: quando la direttiva sarà recepita, i campani potrebbero trovare più facile ottenere un ricovero o un intervento all’estero che non in un’altra regione. «Sarà l’occasione» ha ricordato dal canto suo Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva «per promuovere trasparenza sui sistemi di valutazione di qualità e tempestività delle performance». Molto, comunque, dipenderà anche da come il legislatore italiano recepirà (con decreto legislativo da emanare entro il 4 dicembre) le norme europee: la direttiva infatti, consente agli stati membri di imporre ai malati che vanno a farsi curare all’estero autorizzazioni o nulla osta, oppure applicare l’assistenza indiretta sulle prestazioni “oltrefrontiera”: paga l’assistito e poi chiede il rimborso all’Asl di appartenenza.  Novità anche sui farmaci: «Le cure transfrontaliere spingeranno il nostro paese a ridurre i ritardi con cui oggi si autorizza la commercializzazione dei nuovi farmaci» ha detto ancora Aceti «e a beneficiarne saranno soprattutto i malati rari». Si va anche verso il mutuo riconoscimento delle ricette mediche dei singoli paesi, ma rimarranno comunque alcuni importanti paletti che la presidente di Federfarma, Annarosa Racca, ha ricordato nel suo intervento: il farmacista potrà sempre rifiutare la spedizione di una ricetta estera se ha dubbi sull’autenticità; rimangono valide le norme nazionali sulla sostituzione; restano esclusi dalla direttiva i farmaci soggetti a ricetta speciale e quelli acquistati nelle farmacie on line di altri paesi dell’Ue anche se autorizzati. «Per agevolare l’applicazione della direttiva» ha detto ancora la presidente di Federfarma «le farmacie italiane saranno fornite di tutti i modelli di ricetta in uso negli stati dell’Ue, in forma cartacea ed elettronica». Sempre a proposito di on line, Racca ha voluto ricordare il prossimo recepimento di un’altra direttiva europea, quella sulla contraffazione, che impone all’Italia di autorizzare la vendita dei medicinali on line. «Per garantire la sicurezza dei cittadini» ha spiegato «abbiamo già chiesto al governo che l’e-commerce sia limitato ai medicinali senza ricetta, possa essere praticato soltanto dalle farmacie “reali” e che siano assicurati controlli severi sul web. Riteniamo che i rischi derivanti da un recepimento troppo disinvolto dovrebbero preoccupare anche le associazioni dei malati». D’accordo il coordinatore Aceti: «Riteniamo strategica la collaborazione con le farmacie per tutelare la sicurezza dei pazienti».

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Fonte: federfarma, cittadinanzattiva