Stamina, malati migliorano ma le cartelle restano nascoste

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 26/10/2013 09:55

I pazienti in trattamento presso gli Spedali Civili di Brescia con il metodo Stamina, che utilizza cellule staminali mesenchimali, ''mostrano evidenze di miglioramento, sulla base di esami clinici e strumentali effettuati'', le cartelle cliniche però non sono state rese pubbliche bensì consegnate ai magistrati del Tar del Lazio.

 Il miglioramento dei pazienti è stato ribadito dal presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, nel corso di un'accesa conferenza stampa convocata a Roma proprio per presentare i dati dei pazienti. Vannoni ha però annunciato che i referti, senza il nominativo dei malati, saranno pubblicati online entro un paio di giorni.  Annunci accolti con critiche da parte di componenti del comitato scientifico, mentre il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Fabrizio Oleari, ha affermato che il ministero sta avviando un monitoraggio delle cartelle cliniche dei pazienti per una valutazione completa. Oleari ha però precisato che il monitoraggio relativo alle cartelle, e dunque ai singoli casi, è cosa diversa dalla sperimentazione, che è stata bloccata per mancanza di basi scientifiche del metodo.  Per Vannoni ''gli esami strumentali, tra i quali ecografie ed elettromiografie, effettuati su 32 dei 34 pazienti in trattamento, affetti da 8 diverse patologie indicano miglioramenti e assenza di effetti collaterali'', miglioramenti ''che sono certificati da parte di una cinquantina di medici autonomi e di strutture ospedaliere terze''. Poi, una ammissione: ''Certo quello che presentiamo non è un dato organizzato come potrebbe essere quello di una sperimentazione scientifica, ma si tratta di dati concreti di un risultato sui malati''. I dati sono stati confermati anche dal pediatra e vicepresidente Stamina Mariano Andolina e dal neurologo 'indipendente' Massimo Sher, che ha visitato i pazienti e redatto una Relazione tecnica di "verifica" sull'efficacia del metodo. Critiche da Vannoni pure agli Spedali di Brescia: ''Nelle cartelle cliniche redatte a Brescia non ci sono esami clinici e strumentali a corredo''. La situazione dunque appare sempre più complessa, mentre i comitati dei malati continuano a chiedere di poter accedere al metodo. A questo punto, ha sottolineato Vannoni, ''l'obiettivo non è che il ministro faccia marcia indietro sulla sperimentazione, che nel modo in cui era disegnata è un bene non si faccia, bensì che i giudici possano autorizzare il metodo come cura compassionevole sulla base dei dati concreti''.  Intanto in mattinata, il ministro della salute Beatrice Lorenzin, pur ribadendo l'impossibilità che la sperimentazione prosegua, ha sottolineato che i dati di Vannoni possono comunque essere un ''contributo utile''. Critico il genetista Bruno Dallapiccola, membro del comitato scientifico, secondo cui il metodo Stamina resta ''un'illusione per i pazienti''. Ribadisce l'impossibilità di proseguire la sperimentazione pure il presidente dell'Iss: ''La sperimentazione non è andata avanti - ha rilevato Oleari - perchè il metodo non appariva coerente rispetto a caratteristiche di scientificità, quali la ripetitività e la sicurezza''.

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Fonte: vannoni

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