Alzheimer, farmaci rivisitati per una seconda vita

Redazione DottNet | 31/10/2013 19:55

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Una start up negli Usa darà una 'seconda occhiata' ai farmaci contro l'Alzheimer bocciati nelle sperimentazioni cliniche nel passato, nel tentativo di trovare sottogruppi di pazienti in cui invece possano funzionare. L'azienda Alzheon, racconta la rivista del Mit Technology Review, sfrutterà le ultime scoperte genetiche e nel campo delle neuroimmagini che sono emerse negli ultimi anni, applicandole alle grandi masse di dati raccolte dai test clinici del passato.

Il primo farmaco di cui si occuperà l'azienda è diretto contro le placche amiloidi, gli aggregati di proteine che sono i principali responsabili dei sintomi. Nei test passati la molecola ha mostrato di essere sicura, ma la sua efficacia è risultata bassa. Uno studio recente ha però suggerito che in persone con un determinato marker genetico il farmaco può rallentare lo sviluppo delle placche, e quindi della malattia. ''Nel passato le grandi compagnie hanno cercato di trovare farmaci che fossero efficaci per tutti, conducendo grandi test molto inclusivi - spiega Martin Tolen, l'amministratore delegato - noi crediamo sia meglio avere un approccio basato su gruppi più piccoli, formati da pazienti che hanno in comune un particolare fattore di rischio, come una mutazione del Dna, o determinate caratteristiche biologiche della malattia.

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Fonte: mit