Convenzioni, lo Snami non ci sta. Sì di Milillo

Redazione DottNet | 08/11/2013 08:58

La nuova convenzione non va giù allo Snami. E invece Milillo plaude all'accordo. Testa replica duramente dopo le indiscrezioni sull'atto di indirizzo per il rinnovo delle convenzioni dei medici di medicina generale con il sistema sanitario nazionale, espresso dal comitato di settore, e che sarà al vaglio dei governatori regionali per eventuali correzioni ed integrazioni prima di ritornare al comitato di settore stesso per l'approvazione definitiva.

Secondo l'accordo da quest’anno le aggregazioni di prestazioni costeranno la media di quanto costano alle cinque regioni -parametro (Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria e Marche). L’assegnazione percentuale a ciascuna regione però non potrà essere inferiore a quella ottenuta l’anno prima. "La norma nazionale prevedeva che il riparto 2013 avvenisse sulla base dei costi standard – dichiara Lucio Coletto assessore alla salute veneto e coordinatore della Commissione salute delle Regioni. L'intesa  – e cambiare in corsa non si poteva. Si è raggiunto un accordo per una prima applicazione nel 2013 e 2014. Dal 2015 saranno modificati parametri e criteri contemperando necessità di erogare ovunque i servizi nei livelli essenziali di assistenza ed esigenze di equilibrio di bilancio: le regioni benchmark non saranno più cinque ma otto e alle regioni in piano di rientro saranno dati gli strumenti per rimettersi in pari". Per Coletto, sarà ora più facile sbloccare le caselle costituite dagli altri tavoli del patto, tra cui riordino degli ospedali, farmaceutica, ricerca. "Il patto è una norma a tempo, valida tre anni, che supera la riforma federale perché quantifica e ripartisce le dotazioni regionali creando un comune denominatore tra tutte le regioni e premesse per annullare le differenze nell’erogare servizi, con buona pace di chi parla di 21 centri di spreco". “C'è puzza di bruciato - dice Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami -. Vogliono, con il pretesto di aggiornare le convenzioni secondo la legge Balduzzi, sconvolgere la medicina generale aggregando forzatamente i Medici e addirittura sequestrarli in strutture poliambulatoriali di tipo sovietico. Folle progetto di una legge deleteria nella sostanza, perché non ci sono soldi e perché ai cittadini piace la medicina di famiglia così com'è: studi distribuiti in modo capillare nel territorio e rapporto duale con il medico che il paziente ha liberamente scelto”. Lo Snami dice no all'assistenza centralizzata in strutture che sorgono lontano da casa propria, in un altro quartiere, o addirittura in un altro paese. “No alle cure prestate a rotazione da Medici sempre differenti con reale perdita della continuità della cura, no al falso e alla disonestà intellettuale - continua il leader dello Snami - di far credere ai cittadini che avranno l'assistenza del loro Medico di famiglia 24 ore su 24, anche la notte, ininterrottamente. Ci vorrebbe un ipotetico medico bionico robotizzato con il dono dell'ubiquità. In realtà l'assistenza sanitaria temporalmente continuativa durante il giorno e la notte esiste già oggi fornita dall’assistenza primaria e dalla continuità assistenziale più il 118 per le emergenze mediche”. “Paradossale – incalza Testa -. la legge predica le 24 ore su 24 e da qualche parte le 24 ore ne perdono 8 per la strada”. Lo Snami si accinge ad organizzare a breve un comitato centrale, un consiglio nazionale ed un convegno nazionale per dibattere su queste tematiche con i propri quadri sindacali dirigenziali. “Quanto produrremo nelle due giornate romane di approfondimento e non escludo di prese di posizione forti - conclude Angelo Testa - lo invieremo come pacco regalo di Natale al ministro della salute Beatrice Lorenzin per invitarla a riflettere sui danni inestimabili che potrebbe produrre l’eliminazione del preciso punto di riferimento con rapporto interpersonale di tipo uno a uno, che il Medico di Famiglia rappresenta per la cittadinanza sempre più anziana e sempre più bisognosa dicure”.  

La Fimmg invece esprime apprezzamento per l’accordo unanime raggiunto dalle 
Regioni sull’utilizzo dei costi standard a partire già dal 2013. “Lo consideriamo un risultato estremamente positivo perché finalmente  le regioni hanno risolto in poco tempo un problema che le vedeva su posizioni radicalmente diverse, dichiara Giacomo Milillo, segretario nazionale della FIMMG. "Vogliamo interpretare questo come un atto di responsabilità da parte  delle regioni che permetta, in condivisione con il ministero, una rapida e condivisa programmazione degli altri aspetti del patto per  salute. Tenendo conto che il Patto di stabilità ha eliminato i tagli previsti al finanziamento del SSN per il 2014-2015 - sottolinea Milillo - riteniamo che adesso non ci possano essere più ostacoli alla definizione dell’Atto di indirizzo che permetta a breve scadenza l'inizio delle trattative per la riscrittura dell'Acn ".
                                                            

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Fonte: snami

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