Scaccabarozzi, non c’è consapevolezza sul valore della ricerca

Redazione DottNet | 07/11/2013 15:37

Un mese di vita ogni quattro guadagnato negli ultimi trent'anni, pari a sei ore al giorno, 15 secondi al minuto: così ricerca, nuovi farmaci, corretti stili di vita e progressi della medicina hanno contribuito ad aumentare l'aspettativa di vita in Italia, fino a 82 anni, dieci anni in più rispetto agli anni '70.

 Lo evidenzia l'Orologio della Vita, iniziativa lanciata da Farmindustria per dimostrare concretamente il valore della ricerca in Italia ''di cui c'è ancora poca consapevolezza'', ha spiegato Massimo Scaccabarozzi, presidente della stessa Farmindustria nel convegno organizzato a Siena su 'Biotech e farmaco: nuove possibilità di cura, una opportunità per il Paese'.  ''L'Orologio della Vita - ha aggiunto Scaccabarozzi - man mano che passa il tempo fa vedere quanta vita guadagniamo grazie alla ricerca, ed è impressionante. Oggi l'Italia è tra i Paesi più longevi al mondo''. Il convegno è stato anche l'occasione per commentare la decisione del Governo Letta di non effettuare tagli alla ricerca. ''Abbiamo accolto con favore questo Governo - ha detto il presidente Scaccabarozzi - perché ha preso una decisione di grande responsabilità e maturità, mettendo in atto un'inversione di tendenza rispetto agli ultimi 15 anni''.  ''Le biotecnologie sono essenziali per il nostro ateneo - ha detto durante i saluti iniziali Angelo Riccaboni, rettore dell'Università di Siena -, sono un asset strategico e nel prossimi futuro lavoreremo per valorizzare l'apprendistato dei nostri studenti in questo settore in collaborazione con le aziende e Farmindustria''.

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Fonte: farmindustria

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