Rasi agli mmg: attaccate le Regioni. Il dettaglio dell’Accordo

Redazione DottNet | 10/11/2013 10:43

"Ci sono 23 cancri in questo Paese e sono le regioni", "scendete in piazza per chiedere l'abolizione del titolo V della Costituzione". Dal congresso della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) in corso a Roma ad attaccare le regioni è il direttore esecutivo dell'Ema (European medicines Agency) Guido Rasi, già presidente dell'Agenzia del Farmaco (Aifa).

È la risposta che dà a Giacomo Millillo, segretario della Fimmg, che aveva definito quello delle regioni un sistema 'feudale'. Per Rasi "le regioni appartengono alla categoria della patologia, non della storia. Sono un cancro". Ma vediamo nel dettaglio l’accordo collettivo nazionale di medici di famiglia, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali – tutto a costo zero - come è stato strutturato.

Ruolo unico "graduale" Il testo, blindato, adegua gli Acn vigenti alla legge 189/2012 prevedendo due sole forme organizzative, mono o pluriprofessionali (le aggregazioni funzionali territoriali e le Unità complesse di cure primarie), l'adesione obbligatoria dei medici all'assetto regionale e l'istituzione del ruolo unico, ovvero requisiti e modalità uniformi di accesso all'assistenza primaria e alla continuità assistenziale attraverso una graduatoria unica per titoli stilata ogni anno a livello regionale. Il ruolo unico nell'ambito del distretto deve essere capace di garantire una copertura assistenziale giornaliera per 7 giorni su 7 e di favorire una continuità assistenziale effettiva. Le Regioni propongono comunque che il passaggio avvenga gradualmente, partendo dalla messa a regime del nuovo assetto organizzativo basato sulle aggregazioni funzionali territoriali e sulle Unità complesse di cure primarie.

Il compenso: Il capitolo più insidioso è forse proprio quello del compenso. L'idea dei tecnici regionali è quella di rivedere tutte le indennità e gli incentivi finora erogati per le associazioni, l'informatica e i collaboratori di studio per finanziare i fattori produttivi delle nuove forme associative (le Aft, aggregazioni funzionali territoriali, e le Uccp, unità complesse di cure primarie), come legge Balduzzi comanda. Gli Accordi dovranno individuare requisiti, tempi e modi con cui le Regioni provvederanno alla dotazione di Aft e Uccp ma ancora una volta senza oneri aggiuntivi.

Diritti sindacali: A costo zero anche la revisione delle norme su rappresentatività e diritti sindacali, punto caldissimo che dopo l'ordinanza del Tribunale di Roma continua ad alimentare contenzioso e barricate. Con i Nas che cominciano a stare alle costole delle aziende. «I medici si sono abituati a considerare uno stipendio aggiuntivo il pagamento dei sostituti da parte della Asl nelle ore in cui fanno attività sindacale», dice un funzionario regionale. «Servono regole ben precise, una rendicontazione precisa».

Leggi Brunetta applicate sul territorio: Regole, assetti, modelli: l'intenzione che traspare è quella di legare sempre di più il lavoro di tutti i medici del territorio («non c'è soltanto la medicina generale», ricordano in molti) alla programmazione regionale. Con una riorganizzazione radicale del sistema (non a caso l'atto di indirizzo prevederebbe la decadenza e il successivo rinnovo di tutti gli accordi regionali vigenti) e l'applicazione anche ai convenzionati dei meccanismi di premialità e trasparenza gestionale previsti dalle riforme Brunetta e in particolare del Dlgs 150/2009.

Ma Luca Zaia, presidente della Regione Veneto non ci sta e replica duramente all’attacco di Rasi: "Parole offensive, gratuite e prive di ogni fondamento. Se proprio deve prendersela con qualcuno si rivolga agli spreconi di ogni ordine e grado, ma il Veneto non ne fa parte e quindi lo lasci stare. E utilizzi col massimo rispetto la parola 'cancro': visto che sa di sanità non offenda migliaia di malati".  "In Veneto - precisa Zaia - non abbiamo mai avuto un piano di rientro, abbiamo i conti in attivo da tre anni, paghiamo i fornitori, abbiamo persino aperto gli ospedali di notte per agevolare i cittadini e abbiamo imposto al Governo e a chi spreca i costi standard, consapevoli che se tutti usassero i nostri parametri di spesa libereremmo dal giorno alla notte 30 miliardi da destinare allo sviluppo e al miglioramento dei servizi".

Assogenerici agli Mmg: "I risparmi generati dall'uso degli equivalenti non sono rimasti nella sanità, per integrare i costi di farmaci più costosi come quelli innovativi". A denunciarlo è Enrique Häusermann, presidente di AssoGenerici, che lancia un appello ai medici di medicina generale: "fidatevi dei farmaci generici". "Due confezioni su dieci tra quelle vendute sono di generici", un buon numero anche "se siamo indietro rispetto alla medicina europea" ha osservato. Tra i temi del congresso anche la formazione dei nuovi medici, messa in discussione dalla disomogeneità dell'offerta didattica regionale. "L'anarchia regionale – ha dichiarato Giulia Zonno responsabile nazionale della formazione Fimmg - rischia di uccidere sul nascere la nuova figura del medico di famiglia". "Purtroppo le scelte organizzative non sempre sono funzionali alla qualità della didattica", ha aggiunto. "Esistono notevoli difformità nella organizzazione didattica tra Regione e Regione", cosa "che crea disomogeneità – ha concluso - in quello che dovrebbe essere un percorso formativo unico".

I medici di famiglia in Europa: "La medicina generale non è ancora rappresentata in Europa", ma "un primo passo è stato fatto con la presentazione di un documento programmatico", che è stato "accolto molto favorevolmente". Lo ha detto Guido Rasi, direttore esecutivo dell'Ema (European medicines Agency) intervenendo oggi la 68/o Congresso della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg). "Dovete fare una battaglia", ha incalzato la platea "perché i medici di famiglia prescrivono l'80% delle medicine ma non sono rappresentati in Europa" e non hanno fatto, fino ad oggi "nulla per farlo". Quello che è stato indicato da Rasi come 'primo passo' è per la Fimmg un 'grande passo'. "Avere un rappresentante in Europa della medicina generale è per noi un traguardo importante", ha spiegato il segretario del sindacato dei medici di medicina generale Giacomo Milillo. "Abbiamo individuato in Walter Marrocco, la personalità più adatta a svolgere questo compito". E' stato Marrocco infatti, membro della segreteria nazionale Fimmg e della Commissione Tecnico Scientifica dell'Agenzia del farmaco (Aifa), "a portare all'attenzione dell'Ema il documento elaborato insieme all'Aifa", come spiegato da lui stesso a margine del congresso. "Abbiamo posto le basi per una collaborazione fattiva e l'iniziativa ha avuto un'ottima accoglienza" anche perché "unica nel suo genere in Europa", ha detto "e capire che la medicina generale si sta sempre più interessando del rapporto con il territorio e con la filiera del farmaco". 

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Fonte: fimmg, milillo, ema, assogenerici, aifa

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