Rieti, bene l’integrazione tra farmacia e assistenza domiciliare

Redazione DottNet | 12/11/2013 15:02

asl sanità-pubblica farmacia

Prestazioni erogate in crescita del 60%, ospedalizzazioni in calo, appropriatezza in aumento e costi recuperati per tre quarti quando allo scadere della sperimentazione mancano ancora un paio di settimane. Sono i dati di spicco del progetto avviato sei mesi fa da Federfarma Rieti e Asl del capoluogo per la partecipazione delle farmacie all’Adi, il servizio di assistenza domiciliare integrata.

 A tale esperienza – la prima del suo genere – era dedicato il convegno organizzato sabato nella città laziale per tracciare un primo bilancio della sperimentazione. «Valutazioni positive sul progetto sono arrivate da tutti gli interventi» spiega a Filodiretto Pierluigi Cortellini, presidente di Federfarma Rieti «anche perché le cifre non lasciano adito a dubbi: in poco meno di sei mesi le prestazioni Adi erogate dall’Asl sono cresciute del 60% grazie al “rinforzo” delle farmacie. Questo ha permesso la domiciliarizzazione di pazienti che prima venivano tenuti in ospedale per mancanza di risorse sul territorio, e ha anche consentito una maggiore appropriatezza: gli interventi per piaghe da decubito sono passati da una media di tre a settimana a una di sette, da cui il dimezzamento dei tempi di cicatrizzazione». Ridotti del 40% anche i tempi per la presa in carico del dimesso nell’Adi, con una generale ottimizzazione degli interventi che si è ripercossa sui costi generali dell’Asl (guidata da Rodolfo Gianani): «A un paio di settimane dalla fine della sperimentazione» conferma Cortellini «i costi del progetto sono stati recuperati per il 75%». Risultato, il Ssn spende meglio e le farmacie integrano i propri fatturati con i servizi: dalla sperimentazione, condotta grazie all’istituzione di una cooperativa facente capo a Federfarma che impiega sette infermieri, i titolari reatini ricaveranno in sei mesi un compenso che dovrebbe aggirarsi attorno ai 5-7mila euro per farmacia.  Intanto dall’Asl è già arrivato l’impegno a rinnovare la sperimentazione con un accordo della durata di tre anni, mentre in Regione si studia come allargare l’esperienza ad altre province. «Abbiamo vinto la nostra scommessa» conclude Cortellini «siamo riusciti a dimostrare che le farmacie possono fornire un contributo prezioso anche nell’Adi». Nel programma del convegno era anche prevista una tavola rotonda alla quale sono intervenuti tra gli altri Marcella Marletta, responsabile della direzione generale dispositivi medici, servizio farmaceutico e sicurezza delle cure del ministero della Salute, Franco Caprino, presidente di Federfarma Lazio, e Annarosa Racca, presidente di Federfarma nazionale. «Quello di Rieti» ha detto in particolare la presidente Racca «è un grande esempio di farmacia dei servizi che dimostra come le farmacie, ogni volta che vengono inserite nel sistema delle cure, garantiscano risparmio al Ssn». 

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: federfarma, regione Lazio