Diabete, aumenta la diffusione e si riduce l’età degli ammalati

Diabetologia | Redazione DottNet | 14/11/2013 17:46

Per il suo elevato impatto sociale l'Onu l'ha affiancata all'Aids: il Diabete mellito ha raggiunto una enorme diffusione, tra il 6 e il 10% della popolazione e nella sola regione Campania ci sono oltre 300.000 diabetici. Il mondo sta perdendo la guerra contro il diabete, con il numero di casi che arriverà quest'anno a 382 milioni, l'8,4% della popolazione mondiale adulta, e un morto ogni sei secondo a causa della malattia.

Lo afferma l'International Diabetes Federation in occasione della giornata mondiale dedicata alla malattia che si celebra oggi.  ''Si sta perdendo la battaglia per proteggere le persone dal diabete e dalle sue complicazioni - si legge nel 'Diabetes Atlas' pubblicato dall'associazione - le morti per la malattia ormai sono 5,1 milioni l'anno, una ogni sei secondi''. Lo scorso anno i casi erano fermi a 371 milioni, e di questo passo nel 2035 si avrà un aumento del 55% rispetto a oggi, con oltre 551 milioni di persone con la malattia, in grande maggioranza con il diabete di tipo 2, quello dovuto agli stili di vita sbagliati. Di pari passo con il numero di casi salgono le spese per i servizi sanitari mondiali, che ora sono di 548 miliardi di dollari (407 miliardi di euro circa) ma saliranno a 627 in vent'anni. A determinare la vera e propria epidemia in corso, sottolinea il rapporto, sono i paesi in via di sviluppo che stanno adottando gli stili di vita occidentali. La Cina, ad esempio, ha il più alto numero di casi al mondo, 98,4 milioni, che diventeranno nel 2035 143 milioni. La malattia, spiegano gli esperti, ha un elevato impatto sociale ed elevati costi diretti e indiretti tanto che l'Onu ha dedicato una declaratoria solo a due patologie: Aids e appunto diabete. Proprio di questo si parlerà, oggi e domani a Napoli, al convegno 'Le complicanze vascolari del diabete'. Aumenta la diffusione e diminuisce anche l'età di insorgenza. Il diabete tipo 1, spiegano gli esperti, sta aumentando velocemente e ormai in Campania ogni anno si ammalano dai 150 ai 200 bambini (6,4/100.000 bambini di età 15 anni). ''Le motivazioni di questo aumento - spiega Lanfranco Scaramuzzino, chirurgo vascolare e coordinatore scientifico del convegno - non si conoscono con precisione anche se è presumibile che si tratti di fattori ambientali dal momento che questa malattia non è considerata strettamente ereditaria''. Questo aumento, spiega Scaramuzzino, ha contribuito alla comparsa nell'adolescente di forme di diabete che sembravano essere ad appannaggio soltanto dell'età adulta come il diabete tipo 2. Si tratta di adolescenti che, gradualmente, presentano aumento della glicemia ed il cui diabete rappresenta l'ennesima complicanza della loro condizione di obesi. I numeri sono allarmanti: il 10% degli adolescenti italiani con diabete tipo 2 vive in Campania. Di fronte a questo aumentato carico assistenziale, dal 2002, in Campania è sorta la Rete Diabetologica pediatrica campana il cui obiettivo è quello di realizzare un network assistenziale. ''Sempre piu' numerosi - dice Scaramuzzino - i casi di esordio in bambini che hanno meno di 5 anni e, soprattutto i bambini che si ammalano prima dei 3 anni. Problema nel problema, la patologia si associa spesso anche ad altre autoimmuni come la celiachia''. ''Nelle microvasculopatie - dice Ferdinando Carlo Sasso della Seconda Università degli Studi di Napoli - è la principale causa di cecità e di dialisi nel mondo occidentale. Per quanto riguarda le macrovasculopatie è una delle principali cause di infarto, ictus ed amputazioni. La terapia medica ottimizzata può e deve ridurre drasticamente l'insorgenza e la progressione di tali complicanze della malattia, migliorando l'aspettativa e la qualità di vita dei pazienti. Grandissima importanza ha infine la diagnosi precoce''. 

Fonte: lanfranco scaramuzzino, idf, oms

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