Le news della settimana

Redazione DottNet | 14/11/2013 17:58

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I farmaci a temperature controllate non possono essere donati Questa la risposta della Fofi a un quesito posto da un infermiere su come, dove e attraverso quali canali smaltire le confezioni di farmaci a temperature controllate, ancora integre e non scadute, erogate ai pazienti dalle farmacie delle Asl per la terapia domiciliare e rimaste inutilizzate per sopraggiunto decesso del paziente.

 Riportiamo una sintesi del quesito: «Premesso che con la Legge 24/12/2007 (legge finanziaria 2008), è stato reso possibile il riutilizzo dei medicinali non ancora scaduti, ma integri. Infatti all’articolo 2 il comma 351 recita: “...le confezioni di medicinali in corso di validità, ancora integre e correttamente conservate, ad esclusione di quelle per le quali è prevista la conservazione in frigorifero a temperature controllate, possono essere consegnate dal detentore che non abbia più necessità di utilizzarle ad organizzazioni senza fini di lucro, riconosciute dalle regioni e province autonome, aventi finalità umanitarie o di assistenza sanitaria”. La suddetta legge escluderebbe pertanto l’eventuale riutilizzo delle confezioni di medicinali per le quali è prevista la conservazione in frigorifero a temperature controllate. Di conseguenza, come, dove e attraverso quali canali vanno smaltite o eliminate le confezioni di farmaci a temperature controllate (come ad esempio l’eritropoietina) ancora integre e non scadute, erogate ai pazienti affetti da particolari patologie direttamente dalle farmacie delle Asl per la terapia domiciliare come da piano terapeutico (PHT) rimaste inutilizzate a casa per cambio terapia o per sopraggiunto decesso del paziente? Cosa prevede la normativa in merito?». La Fofi, nella sua risposta segnala che: «Come da Lei stesso evidenziato, l’articolo 2, comma 351, della L. 244/2007, esclude la possibilità di donare - e dunque riutilizzare – farmaci per i quali è prevista la conservazione in frigorifero a temperature controllate. Pertanto, tali medicinali, non potendo essere donati, devono essere assimilati ai farmaci scaduti e smaltiti attraverso gli ordinari canali di raccolta (ad es. contenitori per la raccolta di farmaci scaduti presenti fuori dalle farmacie)».

Fonte: Fofi

 

20 novembre in farmacia: Giornata mondiale dei Diritti dell’infanzia

Il 20 novembre, Giornata mondiale dei diritti dell’Infanzia, si celebra in tutto il mondo l’anniversario della firma della Carta dei Diritti dell’Infanzia approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989. Ancora oggi, a milioni di bambini i diritti più basilari sono negati. La Fondazione Francesca Rava vuole ricordare questo importante anniversario con un’azione di sensibilizzazione e aiuto concreto a migliaia di bambini, in Haiti, nei poverissimi paesi dell’America Latina in cui NPH (organizzazione umanitaria internazionale: Nuestros Pequeños Hermanos - I nostri piccoli fratelli ndr), è presente, e anche in Italia. Mercoledì 20 novembre la Fondazione Francesca Rava organizzerà, nelle farmacie aderenti all’iniziativa, una giornata di sensibilizzazione sui diritti dell’infanzia, troppo spesso violati, nel mondo ma anche in Italia e un momento di raccolta di farmaci da banco a uso pediatrico e prodotti baby care come termometri, pannolini, garze, cerotti, biberon, da devolvere ad organizzazioni non-profit impegnate in aiuto ai bambini. In ogni farmacia aderente saranno presenti due volontari della Fondazione Francesca Rava che distribuiranno ai clienti la Carta dei Diritti dell’Infanzia. Tra questi verrà sottolineato anche il diritto alla vita e ad una famiglia, minacciato anche in Italia dalla crescente emergenza sociale dell’abbandono neonatale, a fronte del quale la Fondazione Francesca Rava e KPMG hanno ideato il progetto nazionale di tutela “ninna ho”. Tutti i prodotti che verranno acquistati e contestualmente consegnati ai volontari della Fondazione saranno inviati nelle Case orfanotrofio NPH in Haiti e in America Latina, o consegnati a enti non profit che si occupano di infanzia in condizioni di disagio, in varie città italiane.

Fonte: Fondazione Francesca Rava

 

Cup a Palermo: firmato l’accordo tra Azienda sanitaria e Federfarma

È stato firmato nei giorni scorsi l’accordo tra l’Azienda sanitaria provinciale di Palermo e Federfarma. Nasce così anche nel capoluogo siciliano FarmaCup, progetto realizzato dall’Asp in collaborazione con Federfarma Palermo-Utifarma. Dal prossimo primo gennaio sarà possibile prenotare anche nelle 323 farmacie territoriali di Palermo e provincia le visite specialistiche da effettuare negli ambulatori dell’Azienda sanitaria. Il servizio sarà attivo tutti i giorni della settimana, da lunedì a domenica, anche nelle ore serali e notturne presso le farmacie aperte per turno. Il protocollo d’intesa che stabilisce modalità e tempi di attivazione delle postazioni Cup (Centro Unificato di Prenotazione) in farmacia è stato firmato nei giorni scorsi dal Commissario straordinario dell’Asp, Antonino Candela, e dal presidente di Federfarma Palermo-Utifarma, Roberto Tobia.  «Attraverso un computer le farmacie che aderiranno all’iniziativa», ha spiegato Candela, «si collegheranno al Centro Unificato di Prenotazione dell’Asp potendo, così, effettuare tutte le operazioni che realizziamo nei nostri sportelli. L’accordo con Federfarma Palermo-Utifarma, che fa seguito a quello con 70 Comuni della provincia di Palermo, ci consente di capillarizzare ancor di più l’offerta sanitaria nei confronti degli utenti che avranno la possibilità di prenotare le visite specialistiche a pochi passi da casa ed anche nelle giornate di sabato o domenica. Gli utenti avranno, così, la possibilità di scegliere i nostri 20 uffici, le 323 postazioni delle farmacie o, in provincia, anche i 70 sportelli realizzati in collaborazione con le Amministrazioni comunali. La nostra rete conta, quindi, su 413 sportelli Cup, pari ad uno sportello ogni 3.400 assistiti. L’obiettivo è di facilitare e snellire l’accesso alle prestazioni offerte dall’Azienda». Il protocollo d’intesa tra Asp e Federfarma Palermo fa seguito all’accordo sottoscritto il 6 agosto scorso da Assessorato regionale alla Salute e Federfarma Sicilia «per l’effettuazione delle prenotazioni di visite diagnostiche e visite specialistiche». L’utente che usufruirà del servizio di prenotazione in farmacia pagherà una quota ridotta di 3 euro, a fronte della quota massima di 4,50 stabilita nell’accordo regionale. Non è previsto alcun tipo di onere aggiuntivo, invece, a carico del Servizio sanitario regionale. «Le nostre farmacie, da sempre presidi di salute, sono pronte ad assumere il nuovo ruolo di ‘farmacia dei servizi’», ha sottolineato il presidente di Federfarma Palermo, Roberto Tobia, «disegnato dalla riforma sanitaria che assegna alla medicina territoriale un impegno di assistenza sempre più stretta al cittadino-utente. Nel rispetto del modello organizzativo regionale, le 323 farmacie del nostro territorio, delle quali 170 a Palermo, attraverso una postazione dedicata, opereranno come canale di accesso al Cup per prenotare prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale presso tutte le strutture sanitarie dell’Asp di Palermo e provincia». Il personale delle farmacie sarà formato dagli operatori dell’Asp e, quindi, sarà in grado di effettuare tutte le operazioni che normalmente vengono garantite dall’Azienda sanitaria. Per prenotare le visite e gli esami è necessario avere una ricetta del medico di medicina generale, del pediatra o di uno specialista pubblico (ospedaliero o distrettuale), la tessera sanitaria (in alternativa il codice fiscale) e l'eventuale attestato di esenzione ticket. Per alcune branche specialistiche (come odontoiatria, psichiatria, ostetricia e ginecologia) è possibile effettuare la prenotazione anche senza la richiesta del medico di famiglia. Il sistema di gestione informatizzata delle prenotazioni tramite Cup permette l’accesso, da qualunque sportello di prenotazione, alle prestazioni specialistiche ambulatoriali che sono erogate dalle strutture che operano sul territorio provinciale. L’utente, quindi, viene informato sul tempo di attesa nelle strutture presenti nel proprio Distretto o nelle altre che si trovano in ambito provinciale e, di conseguenza, valutare di accettare la prima disponibilità, a prescindere dalla sede, oppure scegliere la struttura o lo specialista preferito, indipendentemente dal tempo di attesa. Per il pagamento del ticket, gli utenti potranno usufruire degli sportelli dell’Asp o della rete Lottomatica che conta oltre 500 punti vendita nella provincia di Palermo, di cui 225 in città.

Fonte: Il sito di Palermo 

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