Farmindustria rifiuta gli emendamenti sull’equivalenza terapeutica

Redazione DottNet | 14/11/2013 18:58

Un no compatto quello che Farmindustria e i sindacati di Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec rivolgono agli emendamenti sulla legge di stabilità sulla farmaceutica. Le organizzazioni chiedono infatti «l'immediato confronto con il Governo per rappresentare la gravità del quadro descritto e il rischio drammatico di perdere un altro settore industriale ad alto contenuto tecnologico, uno dei pochi rimasti, fondamentale per la crescita del Paese».

In una nota congiunta si legge che nell'incontro tra azienda e sindacati sono emersi «la gravissima e condivisa preoccupazione e lo sconcerto per gli emendamenti alla Legge di Stabilità in discussione in Parlamento sulla farmaceutica. In particolare, desta forte apprensione la proposta di prevedere a livello territoriale l'uso di gare basate sull'equivalenza terapeutica». Si tratta di «una misura che, se adottata, colpirebbe i pazienti, l'autonomia prescrittiva dei Medici e le imprese del farmaco che producono e investono in Italia, a favore di quelle estere. Con conseguenze facilmente prevedibili in termini di riduzione dell'occupazione, di delocalizzazione degli stabilimenti, di chiusura di aziende, di calo drammatico della produzione e dell'export. Ancora una volta decisioni di carattere meramente economicistico metterebbero da parte gli interessi del Paese e della sua crescita per puntare a fare cassa immediatamente. Tornerebbe così a galla la logica dell'industria farmaceutica come bancomat per coprire sprechi e inefficienze non addebitabili ai farmaci».

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Fonte: farmindustria, sindacati

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