Aumenta in Italia la resistenza agli antibiotici

Redazione DottNet | 16/11/2013 15:25

E' in crescita in Italia il fenomeno della resistenza agli antibiotici, dovuto anche al cattivo utilizzo che si fa di tali medicinali. A rilevarlo è l'Istituto superiore di sanità (Iss), che ha pubblicato sul suo sito un aggiornamento dei dati sull'antibiotico-resistenza, forniti dalla rete di sorveglianza europea Ears-Net. Il fenomeno è preoccupante poichè, avvertono gli esperti, rende impossibile trattare efficacemente alcune infezioni batteriche, con un aumento dei tempi di ospedalizzazione, dei costi dell'assistenza sanitaria e della mortalità.

 I dati europei mostrano un panorama poco confortante: nel giro di 4 anni è infatti aumentata notevolmente la resistenza in due specie di batteri sotto sorveglianza, Escherichia coli e Klebsiella pneumoniae, responsabili di infezioni urinarie, sepsi ed altre infezioni ospedaliere. Per questo, afferma l'Iss, è importante tenere accesa l'attenzione anche attraverso la Giornata degli Antibiotici, un'iniziativa promossa dal Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (ECDC), che si tiene il 18 novembre. La priorità è dunque promuovere l'uso appropriato di questi farmaci, per mantenere il più a lungo possibile la loro efficacia nel trattamento delle infezioni. L'antibiotico-resistenza, sottolinea l'Iss, non è tuttavia uniforme nei Paesi dell'Ue, ma è maggiore nei Paesi del Sud e dell'Est Europa, tra cui l'Italia, che si colloca nel gruppo di Paesi con livelli di resistenza più alti nella maggior parte delle specie patogene sotto sorveglianza. A fronte di ciò, tuttavia, sottolinea l'Istituto, ''gli interventi che sono stati messi in atto sono scarsi e parcellari''. Proprio per contribuire alla sensibilizzazione dei cittadini su questo problema, l'Ecdc ha prodotto un filmato che ha tradotto in tutte le lingue dell'Unione Europea, nel quale l'uso improprio degli antibiotici viene paragonato a quello di una lampadina che resta accesa di giorno e che di notte, al momento del bisogno, sarà esaurita. Dall'Iss arrivano dunque cinque pratiche regole per fare un corretto uso di tali farmaci: non prenderli in caso di raffreddore o influenza; non curano i virus; assumili solo dietro prescrizione medica e seguendo esattamente la posologia indicata; se assumi troppi antibiotici o li sostituisci spontaneamente rischi di farli diventare inefficaci.

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Fonte: iss

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