Usa, via al telecontrollo della pressione da parte del farmacista

Farmacia | Redazione DottNet | 18/11/2013 15:21

Il “telecontrollo” della pressione arteriosa sotto la supervisione del farmacista migliora la rilevazione dei dati clinici e accresce l’efficacia delle terapie. Lo dimostrano tre studi condotti negli Usa basati su una ricerca per cluster randomizzato che ha coinvolto 450 individui affetti da ipertensione.

 Gli studi, riportati dal Journal of american medical association, hanno analizzato i risultati conseguibili con un sistema di monitoraggio domiciliare della pressione arteriosa: a una parte dei pazienti sono stati installati apparecchi di telemedicina che per 12 mesi hanno inviato al farmacista ospedaliero del team di cura i valori rilevati con l’automisurazione. Gli altri, invece, hanno continuato a essere seguiti secondo le usuali procedure.  I risultati si sono rivelati significativi: in un anno, i valori pressori sono risultati sotto controllo nel 71% dei pazienti appartenenti al gruppo in “telemedicina” contro il 53% dell’altro gruppo; gli individui sottoposti a tele monitoraggio, inoltre, hanno dimostrato nel tempo una migliore aderenza alle terapie antipertensive e risultati delle cure più intensi. Non è poco, se si pensa che con gli attuali approcci clinici più di un iperteso su due non è sottoposto a monitoraggio della pressione arteriosa.  Grazie al telecontrollo, inoltre, il farmacista ha potuto modificare nel tempo la terapia in base ai valori trasmessi, via telefono o per mail. Non sono state quindi necessarie visite in ambulatorio, perdite di giornate lavorative o attese nei corridoi. Ce n’è abbastanza per una riflessione in chiave farmacia dei servizi. 

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Fonte: journal medical association

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