Fascia C, respinto l’emendamento per la libera vendita

Redazione DottNet | 19/11/2013 17:02

Un altro colpo alle aspettative delle parafarmacie: la commissione Bilancio del Senato ha respinto l’emendamento 18.80 alla Legge di Stabilità che, come chiedeva l’unico firmatario Stefano Esposito (Pd), mirava ad autorizzare la vendita degli etici non rimborsati (stupefacenti esclusi) negli esercizi di vicinato purché situati al di fuori delle aree rurali.

I farmaci di fascia C continueranno, dunque, a essere dispensati solo in farmacia.
In stand by invece gli emendamenti proposti sempre dal Pd (a prima firma Dirindin) per consentire a livello territoriale gare per l'acquisto di farmaci sulla base dell'equivalenza terapeutica, o anche per farmaci terapeuticamente non equivalenti purché aventi in comune una o più indicazioni terapeutiche autorizzate. Su queste proposte in particolare ha lanciato l'allarme Farmindustria, e i sindacati di categoria, perché sarebbero un danno per l'industria ma anche per i pazienti. E anche i medici di medicina generale si sono detti contrari perché, ha spiegato la Fimmg, si avrebbe come conseguenza "una grave limitazione di prescrizione del medico, obbligato sostanzialmente a prescrivere per principio attivo. Il paziente, soprattutto se affetto da patologia cronica e in trattamento con numerosi medicinali, correrebbe inoltre il rischio di vedersi sostituire dalle farmacie i farmaci che solitamente assume a seconda dell'azienda che in quel territorio ha vinto la gara". Gli emendamenti nella seduta di ieri sono stati accantonati.

In commissione si sta però tentando di ridurre il numero degli emendamenti, bisognerà quindi vedere se quelli sui farmaci saranno tra quelli confermati o ritirati.

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Fonte: federfarma

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