Nasce la catena Dr Fleming: da farmacia a presidio sanitario

Redazione DottNet | 20/11/2013 15:44

Qualche giorno fa abbiamo parlato del nuovo corso delle farmacie, che presto potrebbero trasformarsi in market della salute. Un primo passo in tal senso lo sta facendo la Wm Capital, società di investimento in procinto di quotarsi in borsa, che ha creato i format per una nuova catena in franchising.

Dr Fleming, il nome del Gruppo si rifà al noto medico e farmacologo, ha aperto il primo store a Milano lo scorso 13 novembre. Ma altri 300, secondo il progetto di Fabio Pasquali, mente e proprietario del progetto Dr Fleming – e azionista all’80% della Wm Capital -, saranno aperti in tutto il Paese. I punti vendita della catena sembrano farmacie tradizionali, caratterizzate però da un look decisamente di rottura che ha imposto la rimozione di banconi e scaffali. All’interno c’è invece un presidio sanitario hi-tech in miniatura, con una zona d’attesa accogliente, la musica in sottofondo e le cabine per fare analisi ed esami clinici, check-up, trattamenti dermoestetici senza appuntamento, con i referti consegnati in pochi minuti e a un prezzo più basso del 10 per cento rispetto al ticket. Insomma da semplice vendita di medicine, la nuova farmacia si trasforma in “uno spazio innovativo dal lusso accessibile, un centro di servizi per la salute e il benessere, dove poter fare oltre 40 diagnosi di autoanalisi e nella quale il farmacista torni a essere quello che era, un consulente e un prescrittore, più che un dispensatore di farmaci”.  Secondo gli ideatori del progetto, Dr Fleming è la soluzione per le circa 5mila nuove farmacie che stanno per inaugurare nel nostro Paese grazie al decreto Balduzzi e per le strutture che vogliono rinnovarsi, compresi i corner nei centri commerciali o negli aeroporti. Agli affiliati è stata promessa una redditività media del 60 per cento sui servizi e del 40 sul punto vendita, a fronte di un investimento iniziale che va da 120 a 200 mila euro tutto compreso, arredamento, tecnologia per le analisi e per la gestione, formazione, più royalties pari al 2 per cento del fatturato.

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Fonte: interna

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