Fascicolo sanitario elettronico, via libera alle linee guida europee

Redazione DottNet | 25/11/2013 17:08

sanità-pubblica fascicolo-elettronico e-health

C’è anche la “medication history” del paziente, ossia l’elenco storico dei farmaci assunti con tanto di posologia e frequenza, tra i dati che dovranno essere conservati nel Fascicolo sanitario elettronico. A stabilirlo le Linee Guida europee approvate martedì dall’E-health network, la rete delle autorità sanitarie degli Stati Ue.

  L’obiettivo è quello di assicurare l’uso del Fascicolo appartenente a un cittadino dell’Unione anche negli altri Paesi membri, in caso di espatrio per lavoro o per vacanza e non per intervento medico programmato. Le Linee guida, infatti, sono il frutto di una norma (l’articolo 14) della Direttiva sull’assistenza sanitaria transfrontaliera, che il nostro ministro della Salute si è impegnato a recepire entro il 4 dicembre. Il testo, in particolare, affida a E-health network la stesura di un elenco non esaustivo di dati che devono essere disponibili nei Fascicoli elettronici adottati dai Paesi Ue e che possono essere scambiati dai professionisti sanitari per garantire continuità delle cure e sicurezza del paziente a livello transfrontaliero.
Allo scopo le Linee guida giudicano indispensabile la presenza di informazioni di tipo amministrativo (bio e anagrafiche, medico curante, assicurazione sanitaria) e cliniche (allergie, vaccinazioni, recenti interventi chirurgici, terapie farmacologiche seguite). Tra queste ultime, come detto, anche la medication history, ovvero la lista dei farmaci assunti indicati per principio attivo, codice Atc, dosaggio, posologia e frequenza, durata del trattamento e data d’inizio. Medici e farmacisti, potranno accedere al fascicolo sanitario del paziente solo con la loro “indentità digitale”, ossia firma elettronica o altro mezzo equivalente. Le Linee Guida, approvate in versione 1, sono da considerare una Raccomandazione per gli Stati membri ma il fatto di essere state approvate dall’organismo cui partecipano le autorità sanitarie nazionali le rende di fatto vincolanti.

Se l’articolo ti è piaciuto inoltralo ad un collega utilizzando l’apposita funzione

Fonte: Federfarma, ue