ll Movimento farmacisti denuncia all'Ue le mancate liberalizzazioni

Farmacia | Redazione DottNet | 28/11/2013 14:45

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti non ci sta e denuncia al presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e ai commissari Joaquin Almunia (Concorrenza), Michel Barnier (MercatoiInterno) e Olli Rehn (Affari economici e monetari) il boicottaggio delle riforme sulla distribuzione delle farmacie messe in campo dal Governo Monti.

Nel documento viene fatta un'accurata disamina, con i riferimenti opportuni, di tutte le leggi che sono intervenute nella regolazione della distribuzione dei farmaci in Italia. Viene spiegato quali realmente siano le dimensioni del mercato, sia della distribuzione al dettaglio che intermedia, e a chi appartiene. Si denuncia, spiega il Mnlf, “il tentativo di far fallire anche l'unica liberalizzazione che abbia portato risultati concreti, quella della legge Bersani sui farmaci d'automedicazione, con condizioni economiche imposte alle parafarmacie in grado di provocare la loro chiusura”. Questo "malgrado vari organismi internazionali, durante la fase più acuta della crisi economica, avessero consigliato all'Italia di aprire i mercati bloccati,  tutto è rimasto sostanzialmente fermo”. L'indice è puntato sulla “influenza che lobby e corporazioni hanno sulla politica italiana, sulla loro capacità di piegare ai propri interessi provvedimenti legislativi nati per tutelare tutti i cittadini. Un esempio per tutti la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, quelli con obbligo di ricetta che i cittadini pagano direttamente: la proposta di liberalizzazione partita dal Governo Monti viene cancellata totalmente dal Parlamento”, spiega il Mnlf. Secondo cui “la situazione dei farmacisti italiani è senza alcun avvenire: salari tra i più bassi in Europa (paga base: 11 euro lordo/ora) e nessuna prospettiva di carriera e libera professione”. Dito puntato anche contro l’“atipico contratto del commercio”. E non finisce qui. “Il concorso, che doveva portare all'apertura di 5000 nuove farmacie, è stato condotto su un binario morto dall'intervento dei titolari di farmacia e dopo 18 mesi dall'approvazione della legge nessuna nuova farmacia è stata aperta. Inoltre, grazie al potere corporativo locale, molte nuove sedi sono state individuate in luoghi scarsamente abitati ove sarà impossibile aprire con il risultato finale che sarà un successo se verranno aperte 1500 farmacie, ovvero meno del 10% di quelle esistenti”. Contro questa situazione il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti chiede "l'intervento della Commissione Europea nei confronti del Governo italiano perché attui una seria politica di riforme del settore”.  

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Fonte: mnlf

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