Assistenza domiciliare, i farmacisti pronti a fornire servizi

Redazione DottNet | 02/12/2013 16:05

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I titolari sono pronti fin da subito a fornire servizi nella cornice dell’assistenza domiciliare integrata. Ma non si andrà molto lontano se, a monte, manca da parte di chi governa la Sanità la consapevolezza che le farmacie del territorio sono una risorsa del Ssn da valorizzare piuttosto che svuotare.

E’ l’avvertimento lanciato da Roberto Giotti, presidente di Federfarma Arezzo, nel suo intervento alla tavola rotonda sulla domiciliarità organizzata giovedì nella città aretina nell’ambito dell’8° Forum risk management, il meeting nazionale su qualità e sicurezza delle cure. «Le farmacie» riassume Giotti a Filodiretto «possono trasporre nell’Adi (l’Assistenza domiciliare integrata, ndr) servizi della pharmaceutical care come il monitoraggio delle terapie, il controllo della compliance e altro ancora. Siamo in grado di farlo già oggi e a costi inferiori rispetto a strutture come le Case della Salute. Sarà però necessario assicurare a queste attività una base coerente che potrà arrivare soltanto dal rinnovo della Convenzione, in cui andrà prevista una remunerazione adeguata per questi servizi».
Ma ai titolari andranno anche fornite adeguate garanzie rispetto alla dispensazione del farmaco: «E’ grottesco pensare che le farmacie possano mettersi a fare servizi quando in certe Regioni è in atto un’erosione costante della fascia A attraverso la diretta» osserva Giotti «se non c’è sicurezza sulla sostenibilità del sistema i progetti sulla domiciliarizzazione dei servizi rimarranno soltanto bei sogni». 

Fonte: federfarma