Nasce la consulta per la riduzione del rischio cardiovascolare

Cardiologia | Redazione DottNet | 17/11/2008 15:02

Più della metà dei 150.000 infarti che si registrano ogni anno in Italia potrebbe essere evitato correggendo gli stili di vita e riducendo fattori di rischio come diabete e ipertensione.

Per questo è nata la 'Consulta delle società scientifiche per la riduzione del rischio cardiovascolare' (Cscv), un'alleanza tra dieci società scientifiche con oltre 13mila iscritti che vede nella prevenzione la vera frontiera per la medicina del futuro. ''Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte al mondo - spiega il coordinatore scientifico Giuseppe Mancia - e in Italia sono molte le società scientifiche che si occupano della prevenzione da diversi punti di vista, producendo ricerche di grande qualità pubblicate dalle più importanti riviste internazionali. Si sentiva però l'esigenza di un momento di collegialità, per armonizzare e integrare tutte le loro attività''. E' così nata l'idea della Consulta, che riunisce, tra gli altri, la Società italiana diabetologia (Sid), quella di medicina interna (Simi), quella di nefrologia (Sin) e quella di geriatria e gerontologia (Sigg). Tra i suoi obiettivi, spiega Mancia, anche quelli di stimolare la ricerca scientifica e di aiutare i media nella comunicazione al pubblico dei progressi della medicina. ''Grazie alla Consulta - aggiunge - le società potranno parlare alle istituzioni sanitarie regionali e nazionali con una voce più forte e potranno mirare a una maggiore presenza a livello europeo''. Tutto ciò grazie ad una ''totale indipendenza dalla politica e dall'industria - conclude Mancia - visto che la Consulta è finanziata dalle stesse società scientifiche con un euro per ogni iscritto''.

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