Italia nazione capofila nel Mediterraneo nella lotta ai tumori e alle cardiopatie

Redazione DottNet | 17/11/2008 18:30

Nel Mediterraneo l'Italia è in prima fila sul piano sanitario con progetti per lottare contro i tumori e le cardiopatie infantili e per l'elaborazione di una rete riguardante i trapianti di organi, cellule e tessuti.

 Ma non solo, considerato anche l'impegno sui terreni delle malattie non trasmissibili e di quelle trasmissibili. E' quanto è emerso nei due giorni di lavori della Conferenza Ministeriale sulla Salute, svoltasi al Cairo con la partecipazione di 27 rappresentanti di governi europei e 16 di altri paesi del Mediterraneo. A sottolinearlo è il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio, capo della delegazione italiana che ha presentato alla conferenza, ed in particolare al workshop tecnico che l'ha preceduta, progetti specifici. Promossa nell'ambito delle attività dell'Unione per il Mediterraneo (UpM), nata nel luglio scorso, e sulla base delle precedenti esperienze realizzate sotto l'ombrello del Processo di Barcellona, la Conferenza del Cairo - rileva Fazio - ''ha raccolto un largo consenso sulle attività promosse dal nostro paese, oltre che della presidenza francese e della copresidenza egiziana, anche da numerosi degli altri paesi intervenuti''. In particolare i progetti presentati dalla delegazione italiana riguardano l'istituzione di ''reti collaborative'' in due settori principali: le cardiopatie congenite (''nei paesi ad economia emergente solo una piccola parte di bambini ha accesso a queste cure ad alto livello tecnologico e ad alto costo'') ed i trapianti. ''Di questa seconda materia - ricorda il sottosegretario - una conferenza di ministri di 12 paesi europei aveva già discusso a Roma due settimane fa''). Il progetto sui trapianti fa riferimento soprattutto all'esperienza della struttura siciliana della Ismett, che opera da tempo in collaborazione con l'università di Pittsburgh. Oltre agli interventi sul sistema sanitario generale, l'Italia ha anche presentato i suoi progetti nei campi delle malattie non trasmissibili e di quelle trasmissibili. ''Per le prime abbiamo parlato dei registri dei tumori e della prevenzione, sia primaria che secondaria'', precisa Fazio ricordando che la legge contro il fumo ha già ottenuto il risultato della riduzione del fumo tra gli uomini del 6-7 per cento, oltre ad una consistente nel numero dei ricoveri per malattie cardiovascolari. Infine per le malattie trasmissibili la dottoressa Silvia Declich, dell'Istituto Superiore di Sanità ha citato il progetto Episouth, da lei coordinato, che copre tutta l'area del Mediterraneo, tranne la Libia. ''Un recente finanziamento del nostro ministero della salute - rileva Fazio - ha consentito di allargare il progetto dai nove paesi iniziali a 27 in totale''. Avviato tre anni fa Episouth riguarda la costruzione di network, la formazione di personale, lo scambio di informazioni per consentire che la lotta alle malattie infettive sia omogenea nelle procedure diagnostiche e terapeutiche nelle diverse aree del Mediterraneo.

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