Aspetti medico-legali della celiachia: corso alla Federico II

Redazione DottNet | 07/12/2013 17:08

«Una diagnosi tardiva, o addirittura una mancata diagnosi, della malattia celiaca può abbassare notevolmente la qualità di vita dei pazienti; in casi estremi possono poi esserci seri rischi per la salute, si pensi ad esempio all’osteoporosi o al tumore. Se poi si considera il numero delle persone affette da celiachia, che in Campania sono circa 45mila, è facile capire che si può arrivare ad un costo sociale ed economico altissimo. Un danno potenziale di milioni di euro».

A dirlo è il professor Claudio Buccelli, ordinario di Medicina Legale e direttore del dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate della Federico II. E proprio dal dipartimento del professor Buccelli è nato un corso (finanziato dall’assessorato alla Sanità), che ha come obiettivo quello di affrontare gli aspetti medico legali di questa malattia. Il tutto, con l’intento preciso di dare vita ad un’informazione puntuale sulla celiaca e realizzare un registro informatizzato dei pazienti che possa servire ai medici specialisti, legali e delle assicurazioni per acquisire una corretta metodica nella valutazione della persona celiaca ed anche una uniformità di giudizio. Un percorso didattico che coinvolge i maggiori esperti del campo, oltre ai medici legali e delle assicurazioni, anche igienisti, farmacisti, pediatri, medici di famiglia e psicologi per indagare gli aspetti medico-legali di un problema che in Campania riguarda circa 44mila persone, con importanti ricadute sociali e giuridiche. L’esigenza è quella di mettere in condizione i medici chiamati a valutare un paziente celiaco di garantire un rigore obiettivo, fondato sull’acquisizione di nozioni scientifiche precise e attuali, per poi proiettare i loro giudizi clinici nell’ambito giuridico di volta in volta interessato dal caso concreto, al fine di rispondere a precisi quesiti. L’interesse è in primo luogo dovuto ai risvolti civilistici che possono derivare da un’eventuale responsabilità professionale per mancata diagnosi. In secondo luogo, la celiachia è spesso valutata nell’ambito dell’assistenza e della previdenza sociale, e non meno può rientrare in un contenzioso per l’affermazione di diritti negatinell’ambito delle assicurazioni private. Per fare un esempio concreto: nel caso che sia stata stipulata una polizza malattia in assenza di franca sintomatologia di malassorbimento. Inoltre, la celiachia può essere un elemento importante per l’idoneità al servizio, o essere oggetto di discussione medico-legale per l’idoneità al servizio volontario nell’Arma dei Carabinieri, nell’Esercito, nella Guardia di Finanza. Al corso voluto dal Dipartimento diScienze biomediche avanzate della Scuola di Medicina e Chirurgia della Federico II diretto dal professore Claudio Buccelli hanno partecipato Massimo Niola, Pier Paolo Di Lorenzo e Roberto Delfino della Federico II, Carolina Ciacci Università di Salerno

Fonte: Federico II

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