Le donne sanno poco sulla contraccezione. Indagine Merck

Ginecologia | Redazione DottNet | 09/12/2013 17:10

Le donne vogliono saperne di più sulla contraccezione. Sessantatre ragazze su 100 non si ritiene soddisfatta della propria conoscenza sul funzionamento dell'apparato riproduttivo femminile e 76 su 100 non sanno di preciso quali siano giorni più fertili in un mese.

Lo dicono i risultati di un'indagine condotta da GFK Eurisko, secondo cui, inoltre, ben il 91% vorrebbe saperne di più sui diversi metodi contraccettivi. Anello, bastoncino, cerotto, a cadenza settimanale, mensile o addirittura triennale. Per superare i possibili svantaggi ed effetti collaterali della pillola, la ricerca scientifica ha sviluppato, negli ultimi anni, soluzioni più comode per bloccare, con gli ormoni, l'ovulazione femminile. Il mondo della contraccezione si è arricchito, così, di varianti che uniscono all'efficacia, la praticità di un'assunzione non giornaliera. Per aiutare le giovani donne a trovare il contraccettivo giusto in base alle proprie abitudini, l'età, lo stato di salute, è stata condotta la seconda edizione della campagna "Pillola senza Pillola", voluta da MSD Italia, consociata italiana della Merck & Co, azienda farmaceutica leader nella produzione di farmaci e distribuzione di medicinali. Questa vera e propria 'iniziativa di 'brain storming' in materia di contraccezione è stata rivolta alle studentesse universitarie, attraverso stand informativi presenti nei campus dei principali atenei italiani, e a quelle dell'ultimo anno delle scuole superiori, coinvolte in occasione del Salone dello Studente Campus Orienta. Materiale informativo sulla contraccezione e un ginecologo a disposizione con cui affrontare dubbi e curiosità, sono stati forniti gratuitamente alle giovani, per dar loro un momento di confronto e aiutarle a non affrontare il tema basandosi solo sul passaparola.

Il 32% delle 18enni non va dal ginecologo. Sono nella fase di vita in cui aumentano e si diversificano le esperienze sessuali, ma la gran parte delle diciottenni italiane, oltre ad avere rapporti senza saperne molto di contraccezione, conosce anche poco il proprio corpo e non si pone il problema di farsi controllare da un medico specialista. "Sembra paradossale che in un mondo dove c'è libero accesso all'informazione globalizzata - spiega la ginecologa Novella Russo, che con la professoressa Rossella Nappi è la responsabile scientifica della Campagna informativa 'La pillola senza pillola' - le ragazze italiane ammettano di sapere di non sapere abbastanza. Uno dei problemi è proprio nella vastità delle informazioni a loro disposizione, non sempre chiare e non sempre esatte. Ecco perché questa campagna è così importante e vorrei dire 'rivoluzionaria' nell'approccio: recupera il rapporto one to one". A disposizione delle ragazze, infatti un ginecologo, ovvero una fonte accreditata di informazioni, in grado di offrire una panoramica sulle possibilità esistenti.

 

Quasi la metà delle diciottenni ha rapporti sessuali senza usare nessun metodo contraccettivo. In particolare, a non porsi il problema della contraccezione, proprio nel momento in cui iniziano a fare maggiori esperienze con la sessualità, sono il 44% delle intervistate, il 36% utilizza il preservativo, il 17% la pillola, l'1% il coito interrotto e solo l'1% dichiara di non avere rapporti sessuali. "Denunciamo da anni che le ragazze italiane conoscono poco i metodi contraccettivi, non è una novità - dice Rossella Nappi, Professore Associato della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Pavia che, insieme alla ginecologa Novella Russo, è la responsabile scientifica della Campagna informativa ''La pillola senza pillola - ma finalmente qualcosa sta cambiando: ora le ragazze sanno di non sapere e, di conseguenza, non si accontentano più".

Non si corre il rischio di dimenticare l'assunzione, si beneficia di maggior sicurezza e maggior comodità: questi sono gli aspetti positivi della contraccezione ormonale 'senza pillola', che prevede il rilascio di ormoni attraverso anelli, cerotti. Ma la sua esistenza risulta nota solo al 32% delle ragazze. In particolare, di questi contraccettivi 'alternativi' ai classici, il 26% delle giovani ne aveva parlato con le amiche, il 20% ne aveva letto su internet. Sempre più spesso, infatti, l'informazione viaggia online ed è lì che molte sono andate a studiare i metodi contraccettivi più moderni che le renda "libere dalle paure": dalla paura di una gravidanza indesiderata per mancata assunzione, dalla paura di ritenzione idrica e della non efficacia in caso di disturbi gastrointestinali. Tra le varie alternative possibili, è l'anello vaginale quello che ha incuriosito maggiormente il 55% del campione. Dosaggio ormonale più basso perché efficace direttamente in loco, minori effetti collaterali come l'aumento di peso, maggior tranquillità perché non si corre il rischio di dimenticarne l'assunzione e infine la libertà di non avere un appuntamento quotidiano ma a cadenza mensile e rimuovibile in qualsiasi momento. Tanti i motivi per cui l'anello vaginale risulta, una volta conosciuto, particolarmente apprezzato dalle giovani intervistate. Ma il motivo principale, secondo il sondaggio, è la maggior sicurezza in caso di problemi gastrointestinali: il 38% delle ragazze sa che, a differenza della pillola vera e propria, l'anello è efficace anche in caso di vomito o dissenteria.

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Fonte: msd, merck

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